LETTURE PER SORRIDERE. 33 PENSIERI SPETTINATI
05 marzo 2019

Conoscete Stanisław Jerzy Lec?

Ha scritto libri, poesie e aforismi, come quelli che vi proponiamo oggi. Sono i suoi Pensieri spettinati, che trovate per Bompiani, libro prodigioso che raccoglie un pensiero per giorno. Sono capolavori di di originalità, arguzia, cattiveria, spietata e profondissima intelligenza. Stanisław Jerzy Lec, infatti, è un umorista nel senso in cui lo furono i grandi saggi, la cui arguzia non è mai puro gioco intellettuale ma, in un modo o nell’altro, illuminazione.

Nacque a Leopoli il 6 marzo 1909 e morì a Varsavia, 7 maggio 1966. Proveniva da una ricca famiglia ebraica e da giovane fu guida per molti intellettuali dell’epoca, la cui attività venne interrotta dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Finì prigioniero in un campo di concentramento in Germania, dove rimase fino al 1943 quando riuscì a scappare, travestendosi da guardia tedesca. A Varsavia si unì ai partigiani. Finita la guerra, ricominciò a scrivere. E oggi vi proponiamo in lettura 20 suoi aforismi, distillato di ironia che crea dipendenza. Umberto Eco ne parlò così: «Si incomincia a leggere un pensiero o due, poi non si resiste, si cerca un amico, un sodale, una vittima, e gli si leggono tutti gli altri».

La negazione è un elemento positivo dell’insieme.

 

La nostra ignoranza raggiunge mondi sempre più lontani.

 

La prima condizione dell’immortalità è la morte.

 

La rabbia impotente fa miracoli.

 

La Rivoluzione francese ha dimostrato che restano sconfitti coloro che perdono la testa.

 

La scarsa memoria delle generazioni consolida le leggende.

 

La somma degli angoli di cui ho nostalgia è certamente superiore a 360.

 

La terra – questo puntino sotto l’interrogativo.

 

La verità viene sempre a galla. Per questo deve subito prendere il largo.

 

La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee.

 

Le conversazioni sul tempo diverranno interessanti ai primi segni della fine del mondo.

 

Le mani pulite dovrebbero forse essere più lunghe.

 

Le stupidaggini di una data epoca per la scienza delle epoche successive sono importanti quanto le sue saggezze.

 

Mi stimi molto – dici? Lo so, chiederesti più di trenta denari.

 

Molti che avevano preceduto il proprio tempo, hanno poi dovuto aspettarlo in locali piuttosto scomodi.

 

Nella lotta delle idee, muoiono gli uomini.

 

Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.

 

Nella sua modestia si considerava un grafomane. Invece era un delatore.

 

Non aprire mai le porte a coloro che le aprono anche senza il tuo permesso.

 

Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo!

 

Non butti i guanti chi ha le mani sporche.

 

Non chiedere a Dio la via per il cielo; ti indicherà la più difficile.

 

Non credete alle favole! Erano vere.

 

Non è cieca la via da cui si può far marcia indietro.

 

Non è necessario che abbia molto da dire chi può comandare con un gesto.

 

Non fidatevi degli uomini! Sono capaci di grandi cose.

 

Non invocare aiuto di notte. Potresti svegliare i vicini.

 

Non siate crudeli, non raddolcite la vita ai masochisti!

 

Occupa una posizione sociale. Contro chi?

 

Orribile è il bavaglio spalmato di miele.

 

Peccato che per andare in paradiso si debba salire sul carro funebre.

 

Persino nel suo silenzio c’erano errori linguistici.

 

Più d’un timoniere si circonda di zeri – assomigliano ai salvagente.

 
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