PICCOLA STORIA DI ANNE BRONTË, LA MENO FAMOSA DELLE SORELLE MA LA PIÙ RIVOLUZIONARIA
29 gennaio 2019

Forse meno passionale di Emily, e – non a ragione – considerata meno brava di Charlotte, Anne Brontë è stata una scrittrice tanto meravigliosa quanto trascurata. Oggi vi raccontiamo qualcosa in più di lei, per esempio che cominciò a scrivere il suo primo romanzo tra il 1840 e il 1845 mentre lavorava come governante per la la famiglia Robinson, a Thorp Green, vicino a York.

Anne Brontë si sarà dovuta inventare qualche scusa, di sera, per chiudersi nella sua stanza e scrivere, sfuggire dai riti salottieri dell’epoca, dalle sue pupille con le loro lagne e i loro cuccioli. E sfuggiva a quelle situazioni volentieri perché una governante – come insegna il romanzo di sua sorella Charlotte, Jane Eyre – non era quasi considerata una donna, perennemente esclusa da ogni conversazione. Così, al riparo, nell’intimità della sua camera, Anne si metteva a scrivere, in segreto e al sicuro, lontana dai suoi altezzosi datori di lavoro, e lo faceva con una calligrafia elegante, un romanzo che raccontava ciò che nessun altro, all’epoca, aveva il coraggio di raccontare.

Agnes Grey è il primo romanzo di Anne Brontë pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo maschile di Acton Bell. È la storia della sua vita, o meglio, dalla sua vita prende prende spunto. L’eroina protagonista del libro è figlia di un pastore, un pastore era il padre delle sorelle Brontë, curato di Haworth nello Yorkshire. Nel libro, Anne, dice che Agnes è nata tra “colline aspre“, come lo sono le brughiere dello Yorkshire. Come la scrittrice, anche Agnes ha perso alcuni dei suoi fratelli, non tutti i Brontë sono infatti sopravvissuti ai pericoli dell’infanzia. E come la scrittrice, anche Agnes si lamenta delle stesse cose: di essere considerata indifesa, inadatta ad affrontare le turbolenze della vita.

Come forse sapete, Anne e le sue sorelle più famose, sono cresciute in povertà. E anche Agnes, protagonista del primo libro della scrittrice inglese, proviene da una famiglia non ricca che improvvisamente perde il poco che possiede, con come conseguenza la depressione del padre. È la madre di Agnes, capace e intraprendente, a prendere in mano la situazione: le spese di casa sono tagliate, gli acquarelli della ragazza venduti come tutto ciò che è ritenuto superfluo. Per questo motivo, Agnes deve diventare governante, è l’unico lavoro possibile al quale può ambire, visto il suo status.

La prima famiglia che assume Agnes, nel libro, sono i Bloomfield, quelli che assunsero Anne erano gli Inghams. I Bloomfield percepiscono in Agnes il fremito di ribellione che la contraddistingue, la sua voglia di avventura, il suo spirito anticonformista, molto simile a quello di Anne Brontë.

 

Agnes è un’eroina più quieta rispetto a Jane Eyre, o di Cathy Earnshaw, protagonista di Cime tempestose, opera della sorella Emily. È più tranquilla, ma sotto sotto brucia di rabbia. La sua storia è agitata, nonostante il carattere della protagonista, è una storia femminista, a suo modo. Perché la preoccupazione che serpeggia nelle pagine riguarda la condizione femminile dell’epoca: come può fare una donna ad agire per se stessa? A esercitare tutte le proprie facoltà e i suoi talenti? In un mondo così crudele e ingiusto con le donne, come potrà fare quello che vuole senza ferire gli altri? E trovare l’amore?

Una lettura assolutamente da recuperare.

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