TI VOGLIO UN FALÒ DI BENE. CESARE PAVESE SCRIVE A ROMILDA BOLLATI
cesare pavese
25 gennaio 2019

Erano gli ultimi mesi della vita di Cesare Pavese quando lo scrittore si innamorò di Romilda Bollati. La sua storia con l’attrice Constance Dowling si era conclusa, e Romilda, detta “Pierina“, è la donna protagonista di alcune delle lettere più struggenti che Pavese scrisse prima del suicidio. Aveva 42 anni e conobbe Romilda, all’epoca diciottenne, in un soggiorno estivo a Bocca di Magra, ma si incrociarono prima, nella sede dell’Einaudi, nel 1949. Una volta, nel 1950, erano i primi di agosto, Pavese scrisse queste parole, vedendo la ragazza ballare con altri coetanei: “Cara Pierina, ogni tuo ballo è un giorno in meno della mia vita. Me ne restano pochi“. Il loro amore fu brevissimo, testimoniato dalla lettera che trovate qui sotto. Pavese telefonò anche a Romilda, poco prima di uccidersi nella stanza d’hotel, dicendosi in partenza.

Cara Pierina, ma tu, per quanto inaridita e quasi cinica, non sei alla fine della candela come me. Tu sei giovane, incredibilmente giovane, sei quello che ero io a vent’otto anni quando, risoluto di uccidermi per non so che delusione, non lo feci – ero curioso dell’indomani, curioso di me stesso – la vita mi era parsa orribile ma trovavo ancora interessante me stesso. Ora è l’inverso: so che la vita è stupenda ma che io ne sono tagliato fuori, per merito tutto mio, e che questa è una futile tragedia, come avere il diabete o il cancro dei fumatori. Posso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo ? E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi e la fantasia pronta e decisa, e il gusto delle confidenze altrui. E che sono al mondo da quarantadue anni ? Non si può bruciare la candela dalle due parti – nel mio caso l’ho bruciata tutta da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto. Tutto questo te lo dico non per impietosirti – so che cosa vale la pietà, in questi casi – ma per chiarezza, perchè tu non creda che quando avevo il broncio lo facessi per sport o per rendermi interessante. Sono ormai aldilà della politica. L’amore è come la grazia di Dio – l’astuzia non serve. Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l’ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora. Io lo vorrei – in fondo non voglio che questo – ma mi chiedo sovente che cosa ti consiglierei se fossi tuo fratello. Purtroppo non lo sono. Amore.

 
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