ALICE MUNRO E IL SUO SEGRETO
04 dicembre 2018

Tutti i martedì, al Circolo dei lettori si tiene Il segreto di Alice Munro, amatissimo gruppo di lettura condotto da Vesna Scepanovic e Irene Zagrebelsky. Per un’ora, lettrici e lettori, di immergono nei nei personaggi e nell’arte di raccontare del Nobel per la letteratura 2013, master of the contemporary short story, per leggerla insieme, scoprirla o riscoprirla. Per lasciarsi sorprendere. E per abbandonarsi, di racconto in racconto, all’irriducibile complessità della natura umana.

Oggi, 4 dicembre, ospite del gruppo di lettura è Susanna Basso, traduttrice di Alice Munro e di molti altri maestri della letteratura anglosassone. Ne abbiamo approfittato per chiedere qualcosa in più alle due conduttrici, che hanno accettato, con gentilezza di rispondere alle nostre domande.

1. Blog del Circolo: Per Alice Munro una storia non è una strada da percorrere, bensì una casa. Ci entri e ci rimani per un po’, andando avanti e indietro e osservando il mondo dalle finestre. Secondo voi, che cos’è una storia?

Irene: Una storia per me è un invito, è la possibilità e la libertà di entrare in una dimensione altra, di sperimentare il mondo attraverso occhi e sensibilità diversi dai propri. È un dono che contiene aspetti di magia. Qualcosa di immaginario che diventa reale, qualcosa che prima non esiste e a cui  il narratore da vita. E chi ascolta e chi legge collabora a questa creazione e la mantiene in vita.

Vesna: Una storia è subito pluralità. Grande costruzione, spinge verso il desiderio di conoscere la scrittura e la trama, il confine tra la vita dell’autrice e i suoi cosmi narrativi, attesa dei suoni delle parole, ascolto delle voci delle protagoniste, immedesimarsi nei mondi ricchi e inafferrabili, accettare la svolta, la sorpresa, l’enigma, uno sguardo nuovo e diverso, inaspettato della realtà. Starci serenamente o in ansia nelle plurime possibilità, ma abbandonarsi alla bellezza della  scrittura e dell’immaginazione, abbandonarsi allo spaesamento, rimanere stupiti…

2. Blog del Circolo: I racconti di Alice Munro sono meccanismi perfetti, fatti di ingranaggi che funzionano senza sbagliare mai, capaci di svelare all’improvviso il senso profondo della vita nascosto in una piccola azione quotidiana. Secondo voi, qual è il suo segreto?

Vesna: Prima qualità di un racconto è enigma. Il segreto di non poter decidere molto della vita, di non poterla controlla, ma di accettarla in tutte le sfumature, semplicemente viverla e poi cambiarla nei racconti,  giocare, pensare a tutti gli angoli nascosti dell’anima umana con parole, evocazioni,  gesti, oggetti che ci distraggono e ci spingono ad abbandonare i  luoghi e riprovare a vivere, nuovamente  amare o soffrire negli altri. Abituarsi lentamente alle sorprese, agli abissi, alle numerose forme, deviazioni, cambiamenti del tempo. Come dice l’autrice “acciuffare con la mano qualcosa nell’aria…

Irene: Non so dire quale sia il suo segreto e forse ne ha anche più di uno e io tendo a godere di questo segreto più che a cercare di svelarlo. Personalmente un aspetto che mi coinvolge molto nei suoi racconti ha a che fare con la sua capacità di suscitare dubbi, domande, spiazzamenti e incertezze. I suoi racconti sono per me un invito, più o meno gentile, a non fermarsi ad un primo sguardo, ad una prima interpretazione ma ad andare nelle complessità e nelle profondità. Spesso devo rileggere più volte un racconto per afferrarne il senso… o per lo meno per avere l’impressione di averne afferrato il senso. E mi colpisce sempre molto che la comprensione non avviene ad un livello logico. Succede che ad un certo punto intuisci un qualcosa, percepisci un senso a livello emotivo. E spesso la comprensione non è immediatamente…. Almeno per me….e quando la comprensione arriva, va a toccare delle corde emotive e questo è qualcosa di molto prezioso.

3. Blog del Circolo: Martedì al gruppo di lettura di cui siete le amate conduttrici, verrà a trovarvi Susanna Basso, traduttrice di grandi autori della letteratura, come Ian McEwan, Paul Auster, Julian Barnes, Tobias Wolff, e naturalmente Alice Munro. Perché avete scelto di offrire questa occasione ai vostri partecipanti? Secondo voi che cosa significa confrontarsi con autore fino a diventare la sua voce in un’altra lingua?

Irene: Devo a Vesna il fatto di porre l’attenzione al prezioso lavoro dei traduttori. Impossibile per lei parlare di un opera senza specificare di chi è la traduzione e quale casa editrice l’ha pubblicato. E mi ricordo quando abbiamo condotto il gruppo di lettura su autori e autrici dell’area della ex-Jugoslavia, a quanti testi non potevo avere accesso perché ancora non tradotti….. ponti mancanti tra me e quanto avrei desiderato conoscere. E la lettura in questi giorni del libro di Susanna Basso “ Sul tradurre. Esperienze e divagazioni militanti” è un’esperienza meravigliosa che consiglio a tutti. La cura, l’attenzione, l’ascolto sottile di quanto c’è sotto e dentro alle parole, l’attesa paziente e fiduciosa delle parole che si sentono giuste, il “cauto imbarazzo” di fronte al testo di un altro, il continuo interrogarsi, la responsabilità nel maneggiare qualcosa di così prezioso come le parole di un altro per permettere che arrivino a chi aspetta di leggerle. Siamo emozionate, grate a Susanna Basso della sua disponibilità a venire nel nostro gruppo e molto curiose. E certe di quanto la nostra comprensione della scrittura della Munro sarà più profonda dopo questo incontro.

Vesna:  ….l’arte di immergersi  in un mondo da scoprire. Cercare le parole, immaginare i luoghi e spazi, suoni, le solitudini, le ribellioni, paesaggi, l’aria, freddo e il caldo, dare la vita nuova, capire nella traduzione  la lingua dell’artigiana dei suoni parole, voci  e gesti, il volo  che ci trasporta, indica il tempo e il ritmo del viaggio , indica i sentieri, fa amare ancora e ancora questa meravigliosa e complessa arte della scrittura e della traduzione. Una nuova opera d’arte che non toglie nulla, anzi aggiunge, arricchisce e fa diventare, nuovamente un altra cosa di grande valore di scrittura e di costruzione artistica e linguistica.

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Vesna Scepanovic scrive di cultura e società italiana in serbo-croato, recita in italiano con l’accento jugoslavo, tesse relazioni e organizza viaggi culturali tra le due sponde del Mar Adriatico.  Pratica la letteratura come un modo di stare nel mondo.

Irene Zagrebelsky è un’attrice che ama leggere ad alta voce, condividere parole e sguardi sul mondo.  Ogni volta che va a casa di Vesna, ne esce con uno o due libri nuovi da leggere.

 

 
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