2 LIBRI BELLI CHE PARLANO DI BALENE
14 novembre 2018

Per scrivere un libro potente, bisogna scegliere un tema potente. Questo sosteneva Herman Melville, che decise di dedicare il proprio capolavoro all’animale mitico, la balena bianca. Benevola e meravigliosa, la balena occupa uno spazio privilegiato nella nostra immaginazione, tanto da giustificare ben due emoji su Whatsapp!

È stata raccontata come minaccia incontrollabile, animale carnivoro sanguinario, è stata cacciata e usata in mille modi, come mirabilmente racconta Philip Hoare nel suo magnifico Leviatano (Einaudi), biografia della balena, opera scintillante e atto d’amore e rispetto per una creatura che, più di tutte le altre, ha solcato l’immaginario umano in modo altrettanto profondo, duraturo e seducente. Ma la balena non è niente di tutto questo. E infatti, l’autore inglese, dice molto di più.

C’è mancato poco che nascessi sott’acqua: poco prima del termine della gravidanza i genitori di Hoare visitano un sottomarino, e mentre la madre sta scendendo la scaletta per andare sottocoperta è presa da improvvise doglie e rischia di far nascere il figlio sotto il pelo dell’acqua. Forse è questo curioso incidente il motivo della personale passione dell’autore per le balene e i cetacei in genere. O forse, e piú semplicemente, anche lui è preda della seduzione di questi maestosi sovrani del mare, «mostri» che da sempre affascinano l’uomo e che hanno lasciato traccia nelle opere d’arte, nei romanzi, nelle favole e nei sogni. Sono creature bellissime ma anche aliene, capaci di incarnare gli aspetti piú brutali e misteriosi della natura e di rappresentare appieno l’«altro da noi».
Una balenottera, ad esempio, ha il cervello piú grosso del mondo, un cuore che batte dieci volte in un minuto e una fisiologia meravigliosamenteadattata alla vita marina, tanto che non ha bisogno di bere acqua dolce. Le balene sono state miniere di materie prime, in grado di soddisfare quasi tutti i nostri bisogni: le loro interiora si sono trasformate in corde di racchette, corsetti per signore, tasti di pianoforte; l’olio di balena si trovava nella margarina, nel linoleum e nel sapone, e prima dell’avvento dell’elettricità, ha illuminato per anni le notti dell’uomo. I cetacei erano simboli di ricchezza e potere: la corona britannica era consacrata con l’olio di balena, e un dente di balena istoriato con il sigillo presidenziale accompagnò Kennedy nel suo ultimo viaggio. La moglie l’aveva acquistato come regalo, ma il presidente non fece in tempo a vederlo e la sera prima del funerale Jacqueline lo mise nella bara del marito. Un gesto d’affetto e dal forte valore simbolico, che rimandava ai re medievali sepolti con i simboli del potere, come talismani che riflettevano il valore di chi li aveva posseduti. Partendo di volta in volta da un aneddoto, una storia, un ricordo personale, una pagina di libro epico o sacro, un esperimento scientifico o una esplorazione geografica, Hoare ricostruisce con maestria mondi interi, scoperte meravigliose nello spazio e nel tempo (e soprattutto in mare). Leviatano è un libro da godere pagina dopo pagina, una narrazione che istruisce, stupisce, ricorda. Ed è, come tutti i grandi romanzi di avventura, un invito al viaggio, reale e metaforico.

Il secondo libro che vi consigliamo è Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa (Guanda), ultima opera di Luis Sepúlveda. L’ha scritta un autore da oltre 8 milioni di copie vendute solo in Italia, amatissimo dai lettori, che ha fatto suo un’ideale di letteratura come missione, in difesa dei deboli, dei dimenticati, dalla terra ferita. Lo incontriamo con Bruno Arpaia, lunedì 19 novembre, ore 18all’Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi, 9) in occasione di Giorni Selvaggi, per saperne di più su questo libro in cui affronta il fascino di un animale leggendario, protagonista di una storia straordinaria che parla di temi universali come l’amicizia, la lealtà, l’amore e il rispetto per la natura.

Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, l’animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Il capodoglio color della luna, la creatura più grande di tutto l’oceano, ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.

Illustrazione: Dario Fisher