CHI ERA DAVVERO VIVIAN MAIER?
28 ottobre 2018

«Suppongo che niente duri per sempre. Dobbiamo dare spazio ad altre persone. È una ruota. Sali, arrivi alla fine, poi qualcun altro prende il tuo posto e così via». Vivian Maier

Chi era davvero Vivian Maier? La misteriosa esponente della street-photography è raccontata con maestria dalla scrittrice danese Christina Hesselholdt, autrice di Vivian (chiarelettere). Nata a Copenaghen nel 1962, è una delle più importanti autrice nordeuropee, vincitrice dei premi Beatrice, Jytte Borberg e del Premio della Critica danese. Vivian è stato finalista al Premio letterario del Consiglio nordico e ha ottenuto il DR Romanprisen nel 2017 per il miglior romanzo danese.

Non si tratta di una biografia ma di un vero e proprio romanzo, in cui Hesselholdt ricostruisce l’enigmatica vita dell’artista Vivian Maier, bambinaia e fotografa nell’America del secondo Novecento. Durante i suoi anni da tata, Maier scattò oltre 100.000 fotografie, spesso catturate di nascosto, che ritraggono le numerose sfaccettature della vita a Chicago, New York e Los Angeles e documentano con passione il fermento delle grandi città.

Fra le sue opere, anche numerosi autoritratti, nei quali sfrutta sempre delle superfici riflettenti e non guarda mai in camera, oltre a diversi filmati e registrazioni del mondo che la circondava. Attraverso i racconti dei genitori e dei membri delle famiglie presso cui Vivian lavorava, la scrittrice dà voce a una donna semplice e riservata che per tutta la vita ha custodito un animo attivo e curioso, diventando famosa, solo dopo la sua morte.

C’è qualcosa di inquietante in Maier, di bellissimo inquietante e  strano. I suoi autoritratti sembrano dire: ero parte della società che documento, eppure mi sento estranea. Il suo sé più intimo, il suo domandare, viene fuori dagli autoritratti, e pure la scelta di ritrarre tutti quei personaggi silenziosi che affollavano le vie di Chicago e New York dice molto di lei, del suo interesse verso il mondo, del suo tentativo di intrappolarlo. Quello di Maier sembra un viaggio senza meta, senza capo né coda, con un inizio ma senza una fine. Quelle facce che ha scelto di immortalare potrebbero essere infinite.

L’incontro con la scrittrice è al Circolo è martedì 13 novembre ore 18.30.

 
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