LA TORTA DI GIANNI RODARI
22 ottobre 2018

Pedagogo, giornalista, ma soprattutto geniale favolista, il più grande del Novecento. È Gianni Rodari, nato a Omegna il 23 ottobre 1920, scrittore e anche docente di scuola elementare. Risale al 1944 la sua iscrizione al Partito Comunista, quando Rodari divenne anche responsabile del settimanale L’Ordine Nuovo, scoprì così la propria vocazione e cominciò a collaborare anche con L’Unità e Paese Sera, tra gli altri. Negli Anni 50 si dedicò alla scrittura per l’infanzia, e compose le filastrocche, le favole e le poesie, i libri letti ancora oggi, come Gelsomino nel paese dei bugiardiLa torta in cieloFilastrocche in cielo e in terra. Nel 1970 Rodari è stato insignito del Premio Andersen, massimo riconoscimento per la letteratura per l’infanzia.

La sua opera più famosa è forse La grammatica della fantasia (1973), dove Rodari ribadisce i cardini della sua teoria dell’educazione: il potere della libera immaginazione e della creatività come parte fondamentale del processo educativo e la difesa dell’errore. A prima, 1966, risale invece La torta in cielo, che esprime un poetico rifiuto della guerra che lo stesso Rodari ha conosciuto: è un messaggio pacifista di cui sono depositare gli stessi bambini, sicuri che la guerra non sia la soluzione per nulla, al contrario degli adulti. Questo libro è nato da un laboratorio con gli alunni di una scuola elementare di Roma, la Collodi, e racconta di una mattina qualsiasi in cui succede qualcosa di straordinario: nel cielo della capitale compare qualcosa, un oggetto strano, forse alieno. Suona l’allarme, arriva l’esercito, bisogna stare in casa, rifugiarsi in cantina, non uscire, per nessun motivo. Ma i bambini disobbediscono, sono Paolo e Rita, e si accorgono che quell’oggetto è una torta gigante. Dentro, c’è un uomo, è uno scienziato: la torta è un esperimento per un nuovo tipo di bomba. Per distruggerla, naturalmente, bisognerà mangiarla, e ci penseranno tutti i bambini. Loro vedono il mondo con occhi diversi e trovano sempre una soluzione buona e pacifica.

Io sono un sognatore,
ma non sogno solo per me:
sogno una torta in cielo
per darne un poco anche a te.

Una torta di cioccolato
grande come una città,
che arrivi dallo spazio
a piccola velocità.

Sembrerà dapprima una nuvola,
che si fermerà su una piazza,
le daremo un’occhiatina
curiosa dalla terrazza…

Ma quando scenderà
come una dolce cometa
ce ne sarà per tutti
da fare festa completa.

Ognuno ne avrà una fetta
più una ciliegia candita,
e chi non dirà”buona!”
certo dirà “squisita!”

Poi si verrà a sapere
(e la cosa sarà più comica)
che qualcuno s’era provato
a buttare una bomba atomica,

ma invece del solito fungo
l’esplosione ha provocato
(e per ora nel mio sogno)
una torta di cioccolato.

 

 

 

 

 
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