LA VENEZIA DEGLI SCRITTORI IN VISTA DI UN BELLISSIMO VIAGGIO
09 luglio 2018

Scrittori, poeti, musicisti, hanno visto in Venezia un sogno, un incanto. Intreccio di vitalità e decadenza, la città lagunare ha affascinato generazioni di artisti, da Thomas Mann a Casanova, da Herman Hesse a Goldoni, passando per Goethe. Ognuno ha goduto della sua bellezza in modo particolare e l’ha raccontata a suo modo, serbandone per sempre il ricordo e lasciando qualcosa di sé.

Le tracce degli scrittori che in Venezia si sono specchiati, sono da seguire, tra calli e ponti, inseguendo un passato di storie e racconti, di amori e sogni, ancora vivo e presente. Lo faremo dal 21 al 23 settembre, accompagnati dallo scrittore Giuseppe Culicchia, incontrando veneziani d’eccezione come Tiziano Scarpa, Premio Strega 2009 che l’ha raccontata in Venezia è un pesce (Feltrinelli), Roberto Farucci, giornalista e autore di Venezia è laguna (Feltrinelli), e Gianfranco Bettin, saggista e narratore. Il viaggio lo organizza il Circolo dei lettori, come arrivare a Venezia puoi sceglierlo tu. Scopri tutto qui

È la tappa autunnale del Grand Tour, la serie di viaggi che il Circolo ha pensato per raggiungere le città italiane ed esplorarle attraverso la lente della letteratura, tra passeggiate lontane dagli itinerari turistici, per scoprire una città eccezionale, amatissima, tra gli altri, anche da Ernest Hemingway. Forse non lo sai, ma il grande scrittore di Festa mobile e Il vecchio e il mare, soggiornò a Venezia intorno al 1948. Alloggiò al raffinato Hotel Gritti, che ne conserva ancora la traccia nel registro delle presenze.

Cambiò stanza, poi, per sistemarsi alla Locanda Cipriani a Torcello: quello sembrava il luogo giusto per scrivere. Ma non scrisse soltanto, Hemingway a Venezia, andò anche a cacciare le anatre lungo i canneti della laguna. Nel 1948 Hemingway era già molto provato dalla vita, aveva conosciuto la guerra proprio nel Veneto e scrisse: Sono un ragazzo del Basso Piave, sono un vecchio fanatico del Veneto ed è qui che lascerò il mio cuore. Poi tornerà a Venezia, nel 1950, vedendo la città ancor più sorprendente perché coperta di neve, alloggerà ancora al Gritti, incontrerà Elio Vittorini, e ci tornò ancora nel 1954, di ritorno da Mombasa. Arrivò al Gritti con 84 valigie al seguito.

Come si può vivere a New York quando ci sono Venezia e Parigi?
Se lo chiedeva lo scrittore, premio Nobel nel 1954.

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