L’ESTATE DENTRO I LIBRI. 5 CONSIGLI DI LETTURA
20 giugno 2018

Quasi tempo di vacanze, e allora godiamoci l’estate, per ora quella raccontata nelle pagine dei libri. Da Stephen King a Edoardo Nesi, una piccola carrellata di romanzi per immergersi nella stagione più assolata dell’anno, in compagnia degli scrittori.

1. Stephen King, Stagioni diverse (Sperling & Kupfer)
Uno dei quattro racconti della raccolta è Il corpo, da cui è stato tratto Stand by me, il bellissimo film del 1986. Tra orrore e avventura, incubo e fantasia, leggiamo di un uomo condannato ingiustamente per omicidio, di un parto in circostanze pazzesche, e dei quattro famosi ragazzini in cerca di un cadavere.

2. D.F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più (minimum fax)
A un giovane scrittore viene commissionato un reportage da una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. Ma se quello scrittore è DFW, allora la permanenza sulla nave diventa un resoconto esilarante e acido allo stesso tempo, ritratto dell’americano in vacanza, delle sua ottusità e eleganza pacchiana, e della ricerca smodata e forzata di un artificiale relax.

3. Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte (Einaudi)
Qui ci sono Dick Diver, psichiatra e Nicole Warren, sua moglie, sua paziente, già ricoverata per manie di persecuzione. Si ritrovano sulla Costa Azzurra assieme a una strana coorte di personaggi, alcuni dei quali innamorati della donna. C’è una giovane interessata invece a Dick, Rosemary. Sarà la “storia” che fa precipitare il precario equilibrio della coppia. Un libro in cui i grandi temi di Fitzgerald – la felicità, lo spreco, il fascino, il danaro – trovano il loro scenario più adatto, in un contesto linguistico fastoso e spettrale.

4. Michel Houellebecq, PIATTAFORMA. Nel centro del mondo (Bompiani)
Protagonista è Michel, quarant’anni, parigino, funzionario ministeriale annoiato da tutto. Suo padre è appena morto e lui ha deciso di partire: una vacanza in Thailandia, l’oblio, l’immersione in un paradiso di piacere. Ne parla così: “Al mattino la spiaggia era deserta. Subito dopo colazione mi feci il bagno; l’aria era tiepida. Tra poco il sole avrebbe cominciato la sua ascesa nel cielo, aumentando il rischio di cancro della pelle per gli individui di razza bianca. Contavo di fermarmi in spiaggia giusto il tempo necessario perché le cameriere mi facessero la stanza, per poi rimettermi a letto con l’aria condizionata al massimo; quella giornata libera intendevo godermela nella massima tranquillità”. Ecco la sua idea di estate.


Houellebecq al Circolo dei lettori

5. Edoardo Nesi, L’estate infinita (Bompiani)
Italia, estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziargli l’acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da “far invidia ai milanesi”. Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima Arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio Vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l’ondata di intrepida immigrazione che viene dal Sud. Pasquale Citarella è venuto dall’Irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. Siamo all’alba di un nuovo mondo e l’albero della vita sta intrecciando i destini: l’audace Barrocciai incarica il Vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l’entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d’Europa e d’America. Il Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella della costruzione: una commissione che può valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad Ariano Irpino. E mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa ed eccessiva come il sogno che l’ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare, a scomporsi e ricomporsi, travolte dall’impeto di una vita che è benzina per i sogni e di una crescita continua e rapidissima, onnipresente, naturale quanto l’aria e il cielo.

 
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