LA POESIA CHE NON HO SCRITTO. CON RAYMOND CARVER NEL CUORE
Raymond Carver
23 maggio 2018

La vita di Raymond Carver è raccolta tutta in un magnifico libro di Carol SklenickaRaymond Carver. Una vita da scrittore (Nutrimenti). Una biografia maestosa, risultato di un meticoloso lavoro di ricerca trasformato in un percorso narrativo trascinante.

Il 25 maggio ricorre l’anniversario della nascita di uno dei più grandi, “il Čechov del ceto medio americano”. Carver nacque infatti a Clatskanie, Oregon, il 25 maggio 1938. Figli di un operaio di segheria, sposato un anno dopo aver finito le superiori, ha mantenuto moglie e figli lavorando come cameriere, in una stazione di benzina, come fattorino. La scrittura è diventato un interesse forte dopo un corso di scrittura a quella che oggi è la California State University, nel 1958. Il suo primo successo come scrittore è venuto nel 1967 con la storia Vuoi star zitta, per favore? Ma già in quegli anni si dava molto all’alcol, pur continuando a scrivere. Ha fatto anche l’insegnante, in Texas, e nel 1983 ha vinto un grande premio letterario che gli ha permesso di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Sono venuti poi i suoi più famosi Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Cattedrale. A soli 50 anni è morto di cancro.

Significativo, come sappiamo, è stato l’intervento di Gordon Lish nella sua scrittura. Infatti la moglie di Carver, Tess Gallegher, ha cercato – dopo la morte dello scrittore – di pubblicare i suoi racconti originali, non editati da Lish. Lish, infatti, ha tagliato fino al 75% dei testi prodotti da Carver, modificato i finali, cambiato il nome ai personaggi.

Oggi vi proponiamo in lettura questa poesia, tratta da Orientarsi con le stelle (minimum fax, trad. Riccardo Duranti, Francesco Durante), si intitola La poesia che non ho scritto.

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l’ho scritta
perché ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zurigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell’alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la città vecchia.
E siamo rimasti lì senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Così felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi lì
proprio in quel momento.