LA POESIA SALVERÀ IL MONDO. WALT WHITMAN
walt whitman
09 maggio 2018

«La poesia (come una grande personalità) è il frutto di molte generazioni – di molte rare combinazioni. Per avere grandi poeti occorre avere anche un grande pubblico». Parola di Walt Whitman, considerato il più grande poeta americano. Nato a Long Island – isola dalla forma di pesce che ricorre spesso nelle sue poesie, che ha amato e odiato insieme – la sua famiglia era di umili origini, e quando morì sua madre il poeta cadde in un enorme sconforto. Tra i mestieri di Whitman si annoverano: tipografomaestro elementare, fattorino, giornalista. È a 29 anni che conosce la vera svolta della sua vita: insoddisfatto di tutto, si mette in viaggio. Non aveva mai messo piede fuori dal proprio stato. Discende il Mississippi, lavora in Lousiana, e nasce l’amore per l’America, con gli sconfinati paesaggi, fiumi, e i suoi abitanti. È nel 1833 che pubblica la prima edizione di Foglie d’erba e questa edizione è molto particolare: non reca il nome dell’autore né quello dell’editore, include un ritratto di Whitman, però, in abiti da operaio.

La poesia che vi proponiamo il lettura oggi è The World Below the Brine, conosciuta come La poesia salverà il mondo, versi che sembrano scritti vicino al mare, scaturiti da una visione diretta, da un uomo che osserva la maestosa varietà del mondo naturale, di animali e piante che lì prosperano. Le piante sott’acqua, i loro colori, e le altre creature, catturano la curiosità del poeta, che medita e rimane in silenzio. Omaggio alla bellezza e alla molteplicità della natura, romantica visione del mondo, è anche il ricordo vivo dell’oceano, amato da Whitman e osservato spesso, dalla sua casa di Long Island, New York.

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.

Oggi inizia il Salone Internazionale del Libro, con tanta poesia.

 
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