UN TALE SENSO DI SPLENDORE. UNA LETTERA DI NABOKOV A VÉRA
nabokov
20 aprile 2018

Prima di diventare un famoso e riconosciuto scrittore, Vladimir Nabokov conobbe e si innamorò di Véra. Lui aveva 24 anni, lei 21. E Véra non fu solo il suo grande amore, quello della vita, ma che aiutante, editoragente, faceva ricerche per lui, stenografava. Ma non solo: Véra si portava dietro una pistola per difendere il marito ormai celebre da eventuali assassini. E lui le scrisse tantissime lettere, iniziò nel 1923, subito dopo il loro incontro e continuò a farlo per sempre. Restarono insieme 52 anni, e fu lei a leggere i suoi primi scritti, e fu lei a salvare dalle fiamme il manoscritto di Lolita, sventando il tentativo di Nabokov di distruggerlo.

Nelle sue lettere, come in quella che vi proponiamo oggi, lo scrittore esprime non solo l’intensità del sentimento, ma anche l’ammirazione per una donna di fine intelletto, indipendente, ironica, appassionata di letteratura.

«Come posso spiegarti, mia gioia, stupenda gioia dorata, quanto posso essere tuo con i miei ricordi, le mie poesie, i miei impeti, i miei vortici interiori? Come posso spiegarti che non posso scrivere una parola senza ascoltare come tu la possa pronunciare; posso solo ricordare le sciocchezze vissute con un rimpianto così acuto per non averlo vissuto insieme a te, anche se il più personale, il più indescrivibile. Non parlo semplicemente di un qualsiasi tramonto dietro l’angolo di una strada. Mi capisci, gioia mia? So di non riuscire a dirti nulla con le parole e quando siamo al telefono escono in modo così sbagliato. Perché con te bisogna parlare in modo splendido, come si parla ad esempio alle persone che non ci sono più da tempo…in termini di purezza, splendore e precisione spirituale…Puoi essere offesa per un brutto diminutivo perché sei così totalmente risonante come l’acqua del mare, amore mio. Lo giuro, e gli schizzi di inchiostro non hanno niente a che vedere con questo, lo giuro su tutto ciò che mi è caro, in tutto ciò in cui credo. Giuro di non aver mai amato nessuno come amo te, con tanta tenerezza, alle lacrime, con un tale senso di splendore».

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