RICORDANDO AMELIA ROSSELLI
amelia rosselli
27 marzo 2018

Di di Amelia Rosselli sappiamo tante cose, e il 28 marzo, anniversario della sua nascita, vogliamo condividerne qualcuna con te. Perché ci piace ricordare i poeti e leggere le poesie, prenderci un po’ di tempo vuoto e riempirlo specialmente delle sue parole, musicali, spezzate, sbagliate, bellissime.

1. La poetessa nacque a Parigi, in una casa vicina al Bois de Boulogne. Era il 1930. Aveva due fratelli, il maggiore John, detto il Mirtillo, all’anagrafe Giovanni in onore di Amendola, grande politico del Novecento, tra i più strenui oppositori del fascismo. L’altro era Andrea, chiamato Aghi, più piccolo di lei di un anno e pochi mesi.

2. La madre di Amelia si chiamava Marion Cave, era una elegantissima e tenace donna inglese, precisamente di Uxbridge, Londra. Suo padre era un insegnante anarchico, e fu la prima dei figli a frequentare l’università, il Bedford College. Nel 1918-19 viaggiò in Italia, a Firenze, perché studiosa di lingue e lì conobbe quello che sarebbe diventato il padre di Amelia, Carlo Rosselli. Frequentò le riunioni dei socialisti fino ad entrare, grazie a Gaetano Salvemini, nel Circolo di cultura, fondato proprio da Carlo e dal fratello Nello.

3. Suo padre e sua madre concepirono Amelia a Lipari, quando il padre Carlo era imprigionato sull’isola, punito con cinque anni di confino per aver aiutato il leader socialista Filippo Turati a scappare dall’Italia con un motoscafo. Con lui c’era un giovane Sandro Pertini.
Appena arrivato, Carlo Rosselli già pensava a scappare.

4. La fuga da Lipari del padre di Amelia è stata un’impresa pazzesca. Dopo svariati tentativi, insieme ai compagni Emilio Lussu, fondatore del Partito sardo d’azione, e Fausto Nitti, tra i promotori dell’associazione studentesca clandestina Giovane Italia, Carlo Rosselli scappò via sul motoscafo Dream. La barca fuggì in una notte senza luna, scomparve, era imprendibile, e la beffa grande e clamorosa, tanto che il giorno dopo nessuno entrava volentieri nello studio romano di Mussolini per dirgli che i fuggiaschi non erano stati trovati. Era il 27 luglio 1929.

5. Amelia Rosselli non ha vissuto la guerra. Con la madre e la nonna, con i cugini e la zia, si è imbarcata da bambina sull’ultimo mercantile in partenza da Liverpool, direzione New York. Si fermeranno in un sobborgo, Larchmont, dove la piccola Amelia comincerà a sperimentare la musica, sua passione per tutta la vita.

6. Sono solo donne a partire. Il padre di Amelia è stato ucciso brutalmente insieme allo zio mentre si trovava in una zona termale della Normandia per curare una flebite. Carlo e Nello Rosselli sono vittime di un agguato tremendo, ordito da Mussolini e Ciano, ma messo in pratica da un gruppo di estrema destra francese, la Cagoule. Era il 9 giugno 1937 e Amelia aveva solo 7 anni. La madre, quando la notizia la raggiunse, chiese ai bambini se sapessero cosa significasse la parola “assassino“. È stata proprio Marion l’ultima della famiglia ad aver visto il marito vivo, si trovava a Bagnoles-de-l’Orne con lui ma era dovuta tornare a Parigi perché John stava per compiere gli anni.

7. Amelia Rosselli ha vissuto a Parigi, Larchmont, Londra, Firenze e approdò a Roma negli anni Cinquanta. Sua nonna le aveva trovato un lavoro come dattilografa e traduttrice alle Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti. Doveva lavorare per cinque ore al giorno. Nel frattempo conduceva una vita intensa, fatta di incontri, sfortunati amori, e scrittura. Frequentava il cugino Alberto Moravia, Renato Guttuso, Pier Paolo Pasolini, Mario Tobino, Rocco Scotellaro.

8. A questo link potete sentire Amelia Rosselli leggere Impromptu. Si tratta di una poesia scritta una mattina del 1979 dopo una lunga stasi. È un’esperienza sentire la voce di Amelia, impastata delle tre lingue che parlava, il francese, l’italiano e inglese.

9. Amelia Rosselli aveva 66 anni quando morì. Dispose la sedia vicino alla finestra della cucina e saltò, era l’11 febbraio 1996.

10. Ci lascia tre le raccolte più eccezionali della poesia del Novecento, che si possono trovare insieme nel Meridiano dedicato ad Amelia Rosselli. Sono Variazioni belliche, Serie Ospedaliera, Documento.