L’ULTIMO AMORE DI CESARE PAVESE E UNA POESIA
cesare pavese manuele fior
20 marzo 2018

La la primavera è cominciata (anche se non sembra, almeno qui a Torino!) e il 21 di marzo è la Giornata Mondiale della Poesia. Noi festeggiamo rileggendo dei versi pieni di sentimento, che raccontano anche una storia che forse non conoscete.

Il 28 marzo 1950 Cesare Pavese scrisse una poesia che si intitola Passerò per Piazza di Spagna. Anche questa lirica, come i versi raccolti in Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, è dedicata a Constance Dowling. La conobbe durante il suo breve soggiorno in Italia, era un’attrice famosa negli anni 40 anche come ballerina insieme alla sorella Doris. Correva l’anno 1949 quando i due si incontrarono: la loro relazione fu breve e terminò amaramente senza spiegazioni. C’è rammarico in Pavese: accanto a lui, alla premiazione dello Strega, non c’era Constance, bensì Doris.

Constance Dowling è la musa delle ultime poesie di Pavese e il suo ultimo infelice amore. Nella poesia che vi proponiamo oggi lo scrittore racconta di quella meravigliosa piazza di Roma, piena di luce primaverile (quella descritta da Emily Dickinson, ricordate?) inondata di rumori dolci, la fontana che sussurra, lo scalpiccio dei passanti, e poi l’aroma dei fiori caldi di sole, e tutta la città è illuminata. È tutto una promessa, quella di incontrare la donna che lo scrittore ama, e che non c’è più. Che non arriverà. È una promessa disattesa, quella piazza non vedrà il loro incontro. La poesia racconta un’attesa, una piccola sperenza che ancora persiste, e lei sembra quasi apparire in lontananza, ferma e chiara.

S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori, spruzzati
di colori alle fontane,
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane –
sarà questa voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
Sarà il tumulto del cuore
Nella luce smarrita.

Sarai tu – ferma e chiara

 

* L’immagine è stata realizzata da Manuele Fior per il Circolo dei lettori

 
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