GRACE, MARIAN E JUNE, LE DONNE DI MARGARET ATWOOD
12 marzo 2018

Ci sono incontri letterari che non vanno mancati, è il caso di Grace, Marian e June, nate dalla penna di Margaret Atwood, scrittrice, poetessa, femminista e ambientalista, nata a Ottawa nel novembre 1939. Non vuole definirsi profeta, ma nel 1985, quando uscì Il racconto dell’ancella, qualcuno scrisse su un muro di Venice Beach, Los Angeles: The Handmaid’s Tale è già qui.

Grace
è esistita davvero, la sua storia è ispirata a fatti realmente accaduti. Cameriera sedicenne, accusata dell’omicidio di Sir Thomas Kinnear e della governante Nancy, finisce in manicomio e in carcere, condannata all’ergastolo, nonostante le prove su di lei fossero circostanziali. Margaret Atwood immagina un giovane medico, Simon Jordan, che va a trovarla per aiutarla, e comincia un lungo dialogo con lei, per scavare nella sua memoria e capire quella ragazza di cui nessuno sa nulla. E allora i ricordi di Grace si snodano dal viaggio dall’Irlanda in America, sua madre che muore nella stiva della nave, suo padre violentissimo, alcolizzato, i primi lavori in una casa di benestanti, l’amica Mary, la sua migliore amica, morta per un aborto malriuscito. Jordan vuole capire se quell’amnesia che copre di un velo l’omicidio di Kinnear e Nancy, sia reale o presunta.

Mariam
è la protagonista di La donna da mangiare (1969) e il romanzo gira intorno a lei, che è laureata ma non sposata, è fidanzata con il poco brillante Peter, vive con Ainsley, la sua coinquilina, lavora, ha un impiego fisso, e pensa a quanto sia noiosa la sua vita. Vorrebbe essere più simile a Ainsley, emancipata, femminista, e invidia il suo lavoro, che non è ripetitivo. E poi c’è Clara, amica di Miriam: lei è moglie e madre. Margaret Atwood propone tre diversi modelli di donna, racconta di quanto la società sia pervasiva nel dominare il genere femminile, e della sua deriva anche tragica. Infatti anche Miriam, nonostante non sia né madre né moglie, si sente schiacciata. 

June
Le ancelle non hanno nome, ma quello della protagonista di Il racconto dell’ancella è June, l’unico indizio sul suo possibile vero nome viene fornito al lettore alla fine del primo capitolo. Tutti la chiamano Offred, ovvero Di Fred, il suo padrone. Conosciamo la sua storia dalla sua stessa voce, incisa su musicassette, ritrovate anni e anni dopo: Difred ha subito una serie di ingiustizie prima di diventare ancella: è stata licenziata, non ha soldi perché il suo conto in banca viene chiuso, finisce in carcere perché vuole raggiungere il Canada e salvarsi dall’impero nascente, il regime di Galaad, dove le donne esistono per servire gli uomini.