QUI OGNI MESE È UN FESTIVAL
27 febbraio 2018

Ve ne siete accorti? Al Circolo dei lettori ogni mese è un festival, e marzo è ricco di incontri con voci da tutto il mondo, specialmente dagli Stati Uniti, per dialogare intorno al presente da prospettive diverse. Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti disponibili. Siete pronti a scoprirli? La lista è vertiginosa.

Il primo è Christopher Bollen, classe 1975, originario di Cincinnati ma newyorkese d’adozione, che porta Orient (Bollati Boringhieri), venerdì 9 marzo, ore 21 in dialogo con Andrea Bajani. Si tratta di un thriller letterario sul lato oscuro del sogno americano che affronta temi di stringente attualità – la distribuzione della ricchezza, l’omosessualità, il matrimonio e il divorzio, la tutela ambientale, l’avidità – e gioca sulle numerose implicazioni della parola “Orient”. “Orient” è infatti l’est americano, l’esotico, ma anche l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’orientamento sessuale, il disorientamento delle percezioni mentali (anteprima di Torino Crime Festival).

Roddy Doyle, considerato il miglior romanziere della sua generazione, torna al Circolo dei lettori per raccontarci il suo ultimo libro lunedì 12 marzo, ore 18 con Giuseppe Culicchia. Si intitola Smile (Guanda) e combina i topos narrativi della produzione dello scrittore dublinese. Ci sono i ricordi d’infanzia, i rimpianti dell’età adulta e la nostalgia, le conversazioni da pub intorno ai grandi temi dell’esistenza, combinati e riuniti in un romanzo unico, terribilmente commovente e anche angosciante talvolta, con una grande sorpresa finale che lascerà tutti stupiti.

Ma gli appuntamenti con gli scrittori dal mondo non finiscono, perché lunedì 12 marzo addirittura si replica: alle ore 21 è il momento di conoscere Bachtyar Ali, portavoce della letteratura irachena del Kurdistan, e il suo L’ultimo melograno (Chiarelettere), storia di un padre curdo che si è battuto per il suo paese, e, uscito dal carcere, va in Europa alla ricerca di suo figlio. È una vicenda forte che parla di guerre, prigioni, immigrati, profughi che attraversano i mari per una nuova salvezza.

Il giorno dopo, martedì 13 marzo, altri due grandi ospiti.

Alle ore 18 i lettori hanno l’occasione di incontrare Clara Sánchez, scrittrice spagnola da 2 milioni di copie, per conoscere l’atteso L’amante silenzioso (Garzanti), in cui descrive una realtà in cui il passato non lascia la morsa sul presente e in cui le ombre non sono mai il riflesso perfetto della verità. L’autrice, unica a essersi aggiudicata i tre più importanti premi letterari spagnoli si racconta in dialogo con Livio Partiti, voce radiofonica di Il posto delle parole (in collaborazione con LibriCome).

E ancora, alle ore 21 è la volta di Joe R. Lansdale e dei suoi Bastardi in salsa rossa (Einaudi), scorcio di un’America profonda, lacerata dalla violenza e dalla corruzione. L’incontro, moderato da Maurizio Crosetti, giornalista, è sulle pagine di un amato scrittore che si misura con una vicenda di sbirri corrotti e combattimenti tra cani e con una verità che minaccia di lacerare la cittadina texana dove si è consumato un delitto (in collaborazione con Tempo di Libri e Libri Come, partner Cantina Damilano e Acqua Sparea).

Lunedì 19 marzo è New York ad arrivare al Circolo con due incontri eccezionali. Nicole Krauss, amatissima per La storia dell’amore, inserita dal The New Yorker nella lista dei venti migliori scrittori statunitensi, porta il suo Selva oscura (Guanda), in dialogo con Elena Stancanelli, avventura dell’ebreo newyorkese Jules Epstein che sparisce nel nulla, libro vitale, ironico e profondo, romanzo in cui i destini si incrociano, in una «selva oscura» che è il luogo del perdersi e del ritrovarsi, con il coraggio di guardare sempre oltre il visibile, verso l’infinito. L’incontro è alle ore 18 (in collaborazione con Libri Come, partner Cantina Damilano e Acqua Sparea).

Alle ore 21 è la volta di Nathan Englander e di Cena al centro della terra (Einaudi), un thriller politico ricco di suspense e colpi di scena in cui lo scrittore, nello stesso momento, ragiona sulle scelte etiche e sentimentali, sull’impossibilità di dare un senso davvero umano alle parole giusto e sbagliato. Ci sono un prigioniero rinchiuso in un bunker segreto, la guardi che lo sorveglia da dodici anni, una cameriera americana a Parigi, un giovane palestinese, il Generale, il più controverso leader israeliano, in coma in un letto d’ospedale, l’unico a sapere del prigioniero: esistenze distanti che si incrociano sotto il peso di un mondo nel quale è sempre più difficile restare umani. Con Luca Sofri, direttore Il Post (in collaborazione con Libri Come, partner Cantina Damilano e Acqua Sparea).

Daniel Mendelsohn è il protagonista di martedì 20 marzo, ore 18. Lo scrittore, critico per The New York Times e The Paris Review racconta, in dialogo con Marcello Fois, Un’Odissea (Einaudi), confronto tra un padre e un figlio a partire dall’opera di Omero, fatta di menzogne e perdono, fughe e ritorni, in cui ognuno può ritrovarsi (in collaborazione con Libri Come, partner Cantina Damilano e Acqua Sparea).

E sempre martedì 20, ma alle ore 21, per i lettori, un altro appuntamento imperdibile. Infatti è il Premio Pulitzer Jennifer Egan a venirci a trovare. Conosciuta e amata per Il tempo è un bastardo, torna con Manhattan Beach (Mondadori), romanzo in cui l’autrice fa saltare tutte le regole della narrazione e dove l’autrice rovescia ancora una volta qualsiasi aspettativa. Si tratta di un romanzo storico, ambientato con stupefacente realismo nella New York alla vigilia dell’entrata nella Seconda guerra mondiale, con il suo orizzonte di navi militari pronte a salpare e le fabbriche sul porto, con i bar zeppi di sindacalisti irlandesi. Ma al contempo è di sfolgorante contemporaneità. Con lo scrittore Paolo di Paolo (in collaborazione con Salone Internazionale del Libro di Torino e LibriCome, partner Cantina Damilano e Acqua Sparea).

Infine, marzo si chiude con altre due voci internazionali al femminile.

Prima un viaggio nella periferia di Spalato, tra degrado e turisti con Olja Savičević, venerdì 23 marzo, ore 18 e il suo Addio Cowboy (L’asino d’oro), presentato con Lijljana Banjanin (a cura di Slavika Festival). È una storia avventurosa, ricco di salti temporali e di incontri, per scoprire l’inganno, la colpa e il suo peso, annidati tra le pieghe di vicende familiari. I rapporti tra una madre e due figlie rimaste ad accudirla, senza sapere badare a sé stesse; un padre quasi dimenticato, come la Iugoslavia e il Kino Balkan; la guerra che sta in sottofondo e una generazione troppo giovane per avervi partecipato, ma abbastanza adulta per distinguere un prima e un dopo.

Martedì 27 marzo, ore 18 è la volta di Andrea Köhler, giornalista tedesca, corrispondente dagli Stati Uniti del quotidiano svizzero Neue Zürcher Zei, con il suo L’arte dell’attesa (add), in cui, con l’aiuto dei grandi scrittori e filosofi – da Barthes a Camus – conduce il lettore in una dimensione invisibile in cui siamo perennemente immersi. Infatti Kafka ha scritto che tutta la sua vita altro non era che “un’attesa prima della nascita” e, con Aspettando Godot, Samuel Beckett lo ha dimostrato meglio di tutti, a cavallo tra realtà, sogno e follia. Al Circolo un prezioso e suggestivo saggio su quello spazio di tempo in cui ciò che deve compiersi è ancora un’idea e il nostro cuore è sospeso tra un qui e un altrove.

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