FEBBRAIO TRADITORE. UNA POESIA DI MARIA LUISA SPAZIANI
05 febbraio 2018

Amata poetessa nata a Torino nel 1922, amica carissima di Eugenio Montale, che incontrò al Teatro Carignano nel 1949, è stata pubblicata per la prima volta nella collana Lo Specchio di Mondadori nel 1954. Maria Luisa Spaziani viaggiò in Francia e negli Stati Uniti, insegnò il francese in un liceo di Torino e le piaceva moltissimo. Nel 1958 sposò lo studioso Elémire Zolla, ma durò solo un paio di anni.

Tradusse dall’inglese, dal francese e dal tedesco, autori come Ronsard, Flaubert, André Gide, Marguerite Yourcenar. Conobbe Jean-Paul Sartre, Thomas Stearns e Ezra Pound. Oggi vi proponiamo questa sua bella poesia, tratta dalla raccolta Transito con catene del 1977, che segue L’occhio del ciclone, versi ispirati alla permanenza in Sicilia.

Non so quale inquietudine posandosi
a scialle sopra i rami,
sopra le altane che nel vuoto sporgono
come prue di porti insabbiati,
non so che maleficio o ammonimento
o bilico dell’anima
gridano i corvi al baluardo dei platani.
Oggi è scirocco giallo di coriandoli,
già verzica la scorza, in capriole
vanno nubi arlecchine. Incombe nera
solo l’ambigua sonnolenza sua,
del fusto tutto spine, enigma al buio
che il suo vermiglio liquame trasuda,
che ultimo esploderà, sigillo infausto
di primavera, l’albero di Giuda.


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