SPESSO C’È BONACCIA SULLA PAGINA. UNA POESIA DI VALERIO MAGRELLI
albero vento
08 gennaio 2018

«Mi parve scritta mentre il fumo e le ceneri di una battaglia andavano diradandosi. L’aria, intorno, non è ancora schiarita, ma è subentrata una vasta, attonita quiete» scrisse Enzo Siciliano nella prefazione della prima edizione di Ora serrata retinae, raccolta di poesie di Valerio Magrelli pubblicata da Feltrinelli nel 1980.

Oggi è il compleanno del poeta, nato a Roma il 10 gennaio 1957. Autore di traduzioni dal francese, come Mallarmé e Valéry, ha scritto anche narrativa in prosa: Geologia di un padre (Einaudi), ha vinto il Premio opera italiana 2013.

Il libro Poesie (1980-1992) raccoglie Ora serrata retinae (1980), Nature e venature (1987), Esercizi di tiptologia (1992): sono i tre libri che hanno imposto Magrelli, procurandogli, sin dagli esordi precocissimi, l’attenzione di lettori come Calvino e Citati, Giuliani e Porta, Bernard Noel e Octavio Paz. Riuniti in un solo volume, con l’aggiunta di una scelta di nuovi testi, consentono di valutare meglio un percorso poetico tra i più originali degli ultimi decenni. Partendo da un approccio spiccatamente filosofico, la poesia di Magrelli, è andata esplorando i mutamenti tecnologici, per arrivare di recente a una produzione più nervosa, contratta, che utilizza anche il monologo in prosa.

Da Ora serrata retinae (1980):

Spesso c’è bonaccia sulla pagina.
Inutile girarla per cercare
l’angolo del vento.
Si sta fermi,
il pensiero oscilla,
si riparano le cose
che la navigazione ha guastato.



Valerio Magrelli Poesie (1980-1992) e altre poesie

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