POESIA E RIVOLUZIONE. ALEKSANDR BLOK
23 ottobre 2017

Notte, strada, lampione, farmacia,
luce torbida e insensata.
Vivi pure ancora un quarto di secolo –
sarà sempre così. Non c’è via di scampo.

Morirai – daccapo ricomincerai
e tutto si ripeterà come prima:
notte, il gelido incresparsi del canale,
strada, lampione, farmacia.

La Russia resta sempre la stessa: un’entità lirica. Qualunque cosa accada, essa resterà sempre la Russia dei sogni. Questo lo scrive Aleksandr Blok, grande poeta russo, nato a San Pietroburgo nel 1880. La sua famiglia era di intellettuali professori universitari, ma il matrimonio dei genitori non durò tanto, così Blok vivrà la sua giovinezza in una villa vicino Mosca.

Si appassionò al pensiero filosofico di Vladimir Solov’ëv, filosofo e teologo, anch’egli poeta, e si ispirò a lui nella scrittura del mistico Versi sulla Bellissima Dama del 1905, dedicato alla sua innamorata, Lubov’ Mendeleeva, che chiamava dolcemente Ljuba, con la quale recitava Amleto, e che era la figlia di Dmitrij Mendeleev, l’inventore della tavola periodica. Si sposarono nel 1903.

Capofila del movimento simbolista russo, ha descritto nelle sue poesie immagini indimenticabili, nel primo periodo sonore e musicali, nell’ultimo deluse dalla realtà. In La Città, raccolta del 1904, ha scritto San Pietroburgo, misteriosa e indecifrabile. Veniva spesso paragonato a Puškin ed ammirato da colleghi e lettori, ispirando i successivi autori russi, come Anna Achmatova e Marina Cvetaeva. Poi venne la politica, al centro dei suoi versi, e Blok attraverso essi ha riflettuto sul destino del proprio paese, alternando speranza e disperazione. Della rivoluzione del 1917, Blok scrisse in I Dodici del 1918, tra le opere più discusse della produzione russa. Dodici soldati bolscevichi marciano, come dodici sono gli apostoli di Cristo, e vanno per le strade di San Pietroburgo, mentre soffia un forte vento invernale.

Continuiamo a parlare di Rivoluzione Russa attraverso le parole dei poeti e degli scrittori in tre appuntamenti al Circolo dei lettori: 

mercoledì 25 ottobre ore 21 _ L’attesa
Quali suggestioni culturali hanno preparato il terreno alla Rivoluzione?Certamente, fra le altre, la Bibbia, l’Illuminismo e i grandi narratori russi.

mercoledì 8 novembre ore 21 _ Voci dalla rivoluzione
Dal giornalista John Reed e scrittori come Victor Serge, Boris Pasternak e Michail Bulgakov, diversi sono gli sguardi sui fatti del ’17.

mercoledì 15 novembre ore 21 _ Sarà una rivoluzione?
Testimonianze e romanzi sull’involuzione del regime e sulla repressione del dissenso disegnano orizzonti totalitari come distopie.

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