EVERYBODY’S GONE SURFIN’ (A TORINO). STORIA DI UNA CANZONE E DI UN TRAVOLGENTE SETTEMBRE
SURF VINTAGE
28 agosto 2017

C’è una canzone, si intitola Surfin’ USAÈ dei Beach Boys, celebre gruppo musicale americano di Hawthorne, piccola città a sud-ovest di Los Angeles in California. La musica era basata su Sweet Little Sixteen di Chuck Berry (1958), e voleva essere un omaggio a Berry, che all’epoca era in prigione. Il musicista, però, non la pensò così: dopo aver minacciato il gruppo di Brian Wilson, ottenne parte delle royalties. È la prima traccia dell’album omonimo.

Molte delle prime canzoni dei Beach Boys parlavano di surf, anche se non tutti i membri del gruppo surfavano. Ma quello sport era il più popolare all’epoca e la subcultura surf diede ai Brian Wilson l’opportunità di scrivere canzoni su quell’avventura, sulle spiagge, sul divertimento. Quelle canzoni parlavano della California, nuova, moderna e irresistibile, il miglior luogo in cui vivere. La California, così, è diventata uno stato d’animo.

«Le onde sono il tuo campo da gioco, sono l’oggetto dei tuoi desideri e della tua adorazione e più profonda» ha scritto William Finnegan nel libro che dà il titolo al fitto programma di appuntamenti che invade, proprio come un’onda, la città. È uno straordinario romanzo d’avventura e viaggio iniziatico nei segreti dell’arte del surf, chiave per esplorare la vita. Cresciuto tra la periferia di Los Angeles e le Hawaii, Finnegan , con il memoir Giorni Selvaggi (66thand2nd), ha vinto il premio Pulitzer nel 2016. L’incontro con lo scrittore cade in un giorno carico di significato: lunedì 11 settembre, ore 21 al Circolo dei lettori – una ricognizione intorno all’America oggi che prosegue la riflessione iniziata durante i giorni del Salone.

Chi sono gli altri surfisti?

I Giorni Selvaggi di Circolo dei lettori e Salone del libro cominciano con Richard Mason, nato a Johannesburg nel 1978. Il suo Anime alla deriva, scritto quando aveva 22 anni, è stato un caso editoriale tradotto in 22 lingue. È lui ad aprire la stagione del Circolo dei lettori con l’avvincente Il respiro della notte (Codice Edizioni), giovedì 7 settembre, ore 21, con Francesco Pacifico. 

Lunedì 11 settembre, ore 18 è la volta dell’autore del Guerra e pace iberico, caso editoriale in Spagna, osannato da Mario Vargas Llosa, ha venduto più di 500 mila copie.  Fernando Aramburu, vincitore del Premio de la Crítica nel 2017, ha dissezionato in Patria (Guanda), la trama sottile dell’Eta, che ha diviso paesi, famiglie, individui. Con Michela Murgia, al Circolo dei lettori.

È una delle scrittrici più amate. La sua raccolta di racconti Olive Kitteridge, premiata con il Pulitzer nel 2009, è diventata una serie tv prodotta dalla Hbo. Elizabeth Strout con il nuovo Tutto è possibile (Einaudi) ridisegna l’universo di Lucy Burton che da New York ritorna in Illinois, suo paese d’origine. Al Circolo dei lettori martedì 12 settembre, ore 18.30 con Elena Varvello.

Yu Hua è il quinto autore protagonista dei #GiorniSelvaggi. Uno dei migliori della nuova generazione, è nato a Hangzhou, Cina. Sua madre era infermiera e proprio in ospedale ha fatto il suo apprendistato di scrittore. Alla Biblioteca Civica Centrale, mercoledì 13 settembre ore 18, porta Il settimo giorno (Feltrinelli), spietata critica alla società, al capitalismo socialista e alle sue contraddizioni.

Saggista e scrittore di Suceava, Romania, Norman Manea ha conosciuto il regime stalinista del dopoguerra e dopo la dittatura di Ceausescu. Dal 1986 vive negli Stati Uniti. Sabato 16 settembre, ore 18 al Circolo dei lettori il dialogo con lo scrittore Andrea Bajani e con il filosofo Edward Kanterian è intorno a Corriere dell’Est (il Saggiatore), sua definitiva biografia, naufragio nella memoria, atto d’amore verso la letteratura.

La ferrovia sotterranea è tra i cinque libri che Barack Obama ha portato in vacanza. Pubblicato in Italia da Big Sur è l’ultimo lavoro di Colson Whitehead, newyorkese classe 1969, che per ritmo e colpi di scena ricorda i western pulp di Tarantino. L’incontro con il vincitore sia del National Book Award che del Premio Pulitzer, impresa riuscita ad altri sei scrittori in tutto, tra cui Faulkner e Malamud, è alla Scuola Holden sabato 21 ottobre, ore 18.

Il narratore con tre passioni assolute, letteratura, musica e fotografia, con Sabbie bianche (il Saggiatore), non ha scritto né un romanzo né un reportage, né una raccolta di racconti né un saggio, ma piuttosto tutte queste cose insieme. Geoff Dyer arriva al Circolo dei lettori da Los Angeles, martedì 21 novembre, ore 21.

Ma non solo. In autunno arriva anche Patrick McGrath, indagatore dell’amore più oscuro in Follia (Adelphi), ha scritto la sceneggiatura di Spider, il capolavoro di David Cronenberg tratto dal suo omonimo romanzo. Con il nuovo thriller La costumista (La Nave di Teseo) descrive una Londra del dopoguerra più cupa e violenta. E Andrew Sean Greer, autore bestseller con Storia di un matrimonio, porta il nuovo Less (La Nave di Teseo), storia d’amore, satira degli americani all’estero, meditazione sul tempo e sul cuore dell’uomo. Entrambi gli incontri al Circolo dei lettori.

 

 

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