VOLTAIRE INNAMORATO. LA LETTERA A OLYMPE DUNOYER
voltaire
30 maggio 2017

Successe che Voltaire – François-Marie Arouet – colui che meglio rappresenta ideali e limiti dell’Illuminismo francese, si innamorò. L’autore di Candido, era segretario dell’ambasciatore francese all’Aia quando conobbe una giovane donna, Catherine Olympe Dunoyer. Cominciò una relazione scandalosa che lo obbligò a tornarsene di corsa in Francia per evitare di andare in prigione. così la relazione divenne epistolare e durò tutto il 1716. Proprio quello è l’anno in cui Voltaire venne imprigionato alla Bastiglia, per via dei suoi scritti. Ecco una delle lettere che si scrissero, la missiva di Voltaire e la risposta di Olympe.

A Olympe Dunoyer

Sono qui prigioniero in nome del re; potranno prendere la mia vita, ma non l’amore che provo per voi. Sì mia adorabile amante, stanotte vi vedrò, seppure dovessi mettere il mio capo sul ceppo.
Per l’amor di Dio, non scrivetemi parole così disastrose; dovete vivere e stare attenta; guardatevi da vostra madre come dal vostro peggior nemico.
Che dire?
Attenta a tutti; non fidatevi di nessuno, tenetevi pronta, non appena la luna sarà visibile lascerò l’Hotel in incognito, prenderò una carrozza o un chaise, e andremo come il vento a Scheveningen. Porterò con me carta e inchiostro; scriveremo le nostre lettere.
Se mi amate, state tranquilla; e raccogliete tutta la vostra forza e chiamate in soccorso tutta la vostra presenza di spirito; fate in modo che vostra madre non si accorga di niente, cercate di prendere le vostre immagini e state certa che la minaccia delle più atroci torture non m’impedirà di servirvi.
No, niente ha il potere di separarmi da voi; il nostro amore si fonda sulla virtù, e durerà finché vivremo.
Adieu , non c’è niente che non rischierei per voi, voi meritate molto più di questo. Adieu, mio caro cuore! Arout (Voltaire)

La risposta di Olympe alla lettera di Voltaire:

Avete ragione mio adorato François, basta con parole disastrose.
Devo vivere! Non fosse altro per vedervi diventare immortale.
Le vostre parole rendono vivo il vostro amore per me, ma la presenza di spirito a cui mi richiamate mi allarma. Voi, sempre intellettualmente libero, non potete esser schiavo di un amore impossibile. Non è per me che dovete pensare il vostro brillante capo sul ceppo, ma per le vostre idee. Siate lucido! Se verrete stanotte vi accuseranno di rapimento, mia madre potrebbe distruggervi. Per me vuole qualcosa di diverso di un giovane libertino, anticonformista e sfrontato.
Vi ho sognato mio amato: vi ho visto impegnato sul fronte della coscienza civile, contro le ingiustizie, l’intolleranza, i pregiudizi. Vi ho visto invocare i diritti dell’uomo contro la schiavitù o farvi beffa di regnanti e prelati in nome della verità razionale. Vi ho visto «imbastigliato» e poi costretto al vagabondaggio da un intelletto così audace da smascherare ogni inganno. La vostra vita è votata all’avventura! Non avrò mai un porto sicuro con voi. Starvi lontana mi distrugge, ma seguirvi nelle vostre battaglie politiche, nel vostro delirio drammaturgico, mi è impossibile. Ho inoltre saputo che anche vostro padre trama contro di noi e contro la vostra autentica vocazione. Mio amato, prendetene le distanze. Cambiate nome per fargli capire che non siete figlio suo, ma del mondo! Un mondo nel quale, sono certa, grazie alla vostra genialità pianterete il seme di un nuovo pensiero.
Dite che il nostro amore si fonda sulla virtù. Mio adorato, voi che già vedete dove altri non vedono, fate di me una giovane virtuosa? Ecco allora la mia virtù più grande: amarvi al punto di lasciarvi andare. L’amore quando impossibile toglie la ragione. Il nuovo spirito del tempo ha invece bisogno della vostra mente geniale e illuminata. Voi saprete «ri-voltare» dogmi, regni, cultura e storia. Potreste farvi chiamare Voltaire! Potreste fare di ogni avventura, buona o cattiva, esperienza creatrice di nuovi mondi. Di ogni esilio, di ogni prigionia, di ogni incontro, un atomo che agisce in voi e attraverso di voi per un cambiamento ormai necessario a tutti. Voi, che già dodicenne scrivevate in versi, sarete il nuovo Settecento, mio adorato! Ma non tornate in Francia. La Bastiglia è sempre in agguato per gli audaci incapaci di tacere. Addio mio adorato François. Come voi mi insegnate, solo amore e amicizia possono rendere sopportabile l’esistenza. Io vi sarò sempre amica. Solo una donna con altrettanta fame di sapere e libera, potrà rapire il vostro cuore oltre la vostra innata vocazione.
Voi potete cambiare il mondo, mio François, con milioni di parole che si faranno azioni. Non sarà il migliore dei mondi possibili quello che verrà; grazie al vostro prezioso contributo e alla forza della ragione tanto viva in voi, ogni mondo che l’uomo vivrà potrà essere migliore di un altro. Il libero arbitrio e la forza dell’amore, saranno l’ancora di salvezza per l’umanità intera.
Sempre vostra, Olympe

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