DI QUANDO JOHN FANTE SCRIVEVA A SUA MADRE DA LOS ANGELES
john fante
08 maggio 2017

John Fante è nato a Denver l’8 aprile 1909 e morto a Los Angeles, 8 maggio 1983. Suo padre, Nicola Fante, era di Torricella Peligna, provincia di Chieti e l’Italia torna in Fante, Arturo Bandini, il suo celebre alter ego, rivendica con orgoglio le proprie origini. John Fante usava anche parole in italiano nei suoi romanzi. È grazie al critico letterario H.L. Mencken che John Fante riesce a pubblicare il suo primo racconto, si intitola Il chierichetto e appare sulla rivista The American Mercury

Oggi è l’anniversario della morte dello scrittore e riprendiamo in mano un libro uscito per Einaudi nel 2014, sono le lettere di John Fante. La lettera che vi riportiamo proviene dal volume e riguarda il periodo in cui Fante cercava di cavarsela a Los Angeles mentre la famiglia era rimasta a Roseville. Lui aveva 23 anni e mandava dettagliati resoconti alla madre. A Los Angeles ha fatto di tutto, Fante: ha lavorato in un’impresa per la produzione di ghiaccio, ha fatto l’operaio in una fabbrica di pesce in scatola e lo sguattero in bar e ristoranti. Viveva con una donna più vecchia che a sua madre non piaceva. E intanto cercava di scrivere: «Cara mamma, passo il mio tempo a scrivere fino a che la situazione prenderà una piega migliore. Ogni scrittore deve fare la fame per un po’ prima di valere qualcosa».

Cara mamma,

la tua lettera mi è piaciuta moltissimo, specialmente la foga che metti quando parli della «vecchia gallina» che io sono sul punto di «sposare». Non c’è bisogno che ti preoccupi o che ti agiti, mamma, io non sposerò nessuna donna di trent’anni né di ventitre, e questo per moltissime ragioni. Anche se potessi mantenere una moglie non ne vorrei una in giro per casa. Ho visto troppo della vita matrimoniale per poter cambiare l’idea che ne ho, ovvero che si tratti di una faccenda estremamente complessa, che non vale la candela. Peggio ancora, non sono pro- prio il tipo che si dovrebbe sposare. Si dà il caso che io sappia di essere troppo simile a papà per poter veramente apprezzare una moglie e i sacrifici che fa per il marito e i figli. Dunque non preoccuparti. Non mi sposo.

Non ho trovato lavoro, ma sto aspettando notizie promettenti dall’impresa del ghiaccio. Con il calore dell’inizio della primavera, il mercato del ghiaccio aumenta naturalmente, e cosí le mie possibilità di recuperare il vecchio impiego. Comunque, nel momento stesso in cui comincerò a lavorare, traslocherò. Alcuni amici mi hanno chiesto di dividere con loro un appartamento. L’affitto sarebbe solo di 5 dollari al mese.

Le prospettive per l’estate sono aumentate, ora ammontano a tre:

1. Il vecchio lavoro alla Catalina Company.

2. Una possibilità di lavorare per Merritt, Chapman e Scott, ingegneri edili, attraverso Gordon Rogers, figlio del dottor Rogers.

3. Un possibile viaggio intorno al mondo con un amico che mi può trovare lavoro su una nave da crociera.

Al momento è impossibile dire quello che farò. Sono assolu- tamente troppo impegnato per pensare all’estate.

Ora voglio raccontare a mia madre alcune notizie personali. La prossima settimana sarò circonciso! Questa faccenda sanguinolenta doveva essere fatta quando ero in fasce, ma non importa, sarà fatta la prossima settimana. Desidero che sia cosí per una serie di ragioni che non ho voglia di elencare adesso. Comunque, non c’è bisogno di preoccuparsi. L’operazione è sem- plice, e non è dolorosa; inoltre non voglio che tu pensi al peggio – ovvero – sono fisicamente del tutto normale. In me non c’è niente che non vada. Non ho una malattia venerea. Non sono malato. Non mi ammalerò. Non sono stato malato.

I tuoi due dollari mi hanno fatto molto comodo. Dio solo sa cosa avrei fatto senza. Mandamene altri quando puoi – e se puoi. Charles Ingold è tornato in città, anche se non l’ho visto e non mi importa un accidente di vederlo. Mi somiglia questo schizzo? L’ha disegnato oggi un amico, e ho pensato che ti avrebbe fatto piacere vederlo.

Il mio amore a tutti, tuo figlio,

J. Fante

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