LA PIÙ BELLA LETTERA D’AMORE CHE ITALO CALVINO SCRISSE A ELSA DE GIORGI
italo calvino
26 aprile 2017

A Italo Calvino piaceva scrivere lettere. Lo confessa in una di queste, indirizzata al suo amico Eugenio Scalfari (1942) dall’università: scrivere “vuol dire avere una scusa morale per non studiare”. Ne scrisse tantissime, e alcune sono raccolte nel Meridiano Lettere 1940-1985, una scelta di quasi mille, molte inedite, che fanno emergere molti momenti importanti della vita dello scrittore: gli anni della guerra e della Resistenza, l’impegno nel PCI, il distacco dal partito, il lavoro editoriale presso Einaudi.

Ma scrisse anche lettere d’amore, Calvino, in particolare all’amatissima Elsa De Giorgi, attrice. A lei ne indirizzò circa 300. A lei dedicò molti dei suoi libri e grazie a lei capì quanto l’amore fosse importante anche per la sua formazione di intellettuale. Una lettera in particolare rivela un Calvino passionale e irrequieto, diverso dal timido e sognante scrittore dell’immagine più nota. Eccola, è tutta da leggere:

Cara, amore ho sempre un’apprensione quando apro una tua lettera e uno slancio enorme di gratitudine e amore leggendo le tue parole d’amore. Il ritratto del giovane P.P. [Pier Paolo Pasolini, ndr] è molto bello, uno dei migliori della tua vena ritrattistica, di questa tua intelligenza delle personalità umane fatta di discrezione e capacità di intendere i tipi più diversi,questa tua gran dote largamente provata nei coetanei. È la stessa dote che portata all’estremo accanimento dell’amore ti fa dire delle cose così acute e sorprendenti quando parli con me di me che ti sto a sentire a bocca aperta, abbacinato un insieme d’ammirazione per l’intelligenza, o incontenibile narcisismo, e di gratitudine amorosa. Ho più che mai bisogno di stare fra le tue braccia. E questo tuo ghiribizzo di civettare che ora ti ripiglia non mi piace niente, lo giudico un’intrusione di un moti psicologico completamente estraneo all’atmosfera che deve reagire tra noi. Gioia cara, vorrei una stagione in cui non ci fossi per me che tu e carta bianca e voglia di scrivere cose limpide e felici. Una stagione e non la vita? Ora basta, perché ho cominciato così questa lettera, io voglio scrivere del nostro amore, voglio amarti scrivendo, prenderti scrivendo, non altro. È forse anche qui la paura di soffrire che prende il sopravvento? Cara, cara, mi conosci troppo, ma no, troppo poco, devo ancora farmi conoscere da te, devo ancora scoprirmi a te, stupirti, ho bisogno di farmi ammirare da te come io continuamente ti ammiro.

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