COME SI FA A ESSERE FELICI? RISPONDE HENRY JAMES
henry james
28 febbraio 2017

Come si fa a essere felici? Come si vive una buona vita?
Bisogna fuggire dalle prigioni che ci costruiamo da soli, è meglio essere ottimisti oppure abbracciare le incertezze?

Una meditazione bella sulla felicità e sulla consapevolezza è stata scritta dal leggendario Henry James, autore di Ritratto di signora. È contenuta in Il diario di un uomo di cinquant’anni, dove il protagonista – un borghese inglese –  soggiorna in Toscana e ripercorre la sua vita, e quel che ne emerge è il vivido ritratto di un uomo di mezza età e dei suoi sogni, dei suoi rimorsi, dei suoi successi e dei suoi rimpianti. Lo scrittore infatti tornò a Firenze per il suo cinquantesimo compleanno, città visitata in gioventù.

La vera felicità, ci viene detto, consiste nel tirar fuori il proprio io, ma il punto non è solo il tirarlo fuori ma di fare si che ci resti; perché resti fuori devi avere qualche compito che ti assorba.

L’uomo di cinquant’anni, protagonista del libro, dice di aver preso troppo sul serio la sua vita, di non aver pensato a conservare in qualche modo la propria giovinezza. Ha lavorato troppo, e troppo duramente, ha vissuto in climi rigidi, ha frequentato persone noiose. Si guarda indietro. Ma non è usurato, non del tutto, è ancora fiero. Della propria salute e della propria fortuna. La sua mente è ordinata, lui è ancora capace di delicatezza, quindi si definisce felice.

 

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