3 LIBRI PER IMPARARE DALL’IMBECILLITÀ
prof brain cartone
08 febbraio 2017

Ogni epoca ha la sua, irrimediabile e sempre al lavoro. Mancanza, vizio e abitudine, l’imbecillità è diversa dalla stoltezza e pure dalla stupidità. La definiscono, giovedì 23 febbraio alle 18, due filosofi e un matematico con i loro ultimi libri. Maurizio Ferraris e L’imbecillità è una cosa seria (il Mulino), Kevin Mulligan e Anatomia della stoltezza (Jouvence) e Piergiorgio Odifreddi e Dizionario della stupidità (Rizzoli). Conduce Alberto Voltolini, docente di Filosofia e teoria dei linguaggi Università di Torino.

1. L’imbecillità è una cosa seria (il Mulino)

L’umano è essenzialmente (e non accidentalmente) un imbecille, un animale inerme, privo di bastone (in-baculum), e dunque bisognoso di quelle armi che sono la tecnica, la cultura, l’arte e la scienza, insomma di quello che tanto confusamente si chiama «mondo dello spirito». Armi a doppio taglio, che da una parte suppliscono alle sue deficienze, e dall’altra lo rivelano per quello che è. Insomma: «Ogni epoca ha i suoi tromboni, così come ha i suoi bugiardi, i suoi furfanti, e ovviamente i suoi imbecilli»


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2. Anatomie della stoltezza (Jouvence)

Che cos’è la stoltezza? Questo libro si apre con il mio tentativo di capire la stoltezza. Seguono quattro capitoli che esplorano quanto di buono si possa imparare da altri tentativi di capire la stoltezza. Il mio tentativo affonda le radici nel fascino, che subisco ormai da lungo tempo, per il ruolo che una serie di ideali intellettuali, come la chiarezza e la precisione, giocano dapprima nel pensiero austriaco e poi nella filosofia analitica.

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3. Dizionario della stupidità (Rizzoli)

Catalogare la stupidità umana è un compito difficile, poiché la natura della stupidità è essere impetuosa e incontenibile. La forma del dizionario viene in aiuto, perché il dizionario, per sua natura, è fatto di regole. E così la stupidità, tanto variabile e scivolosa, è più facile incastrarla. L’ha già fatto Gustave Flaubert con il famoso Dizionario dei luoghi comuni e adesso è la volta di Piergiorgio Odifreddi, che ripropone l’esperimento con il suo Dizionario della stupidità. Fenomenologia del non-senso della vita (Rizzoli, 2016).

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