SPEGNERE LE LUCI E GUARDARE IL MONDO DI TANTO IN TANTO. VIRGINIA WOOLF E L’AUTOBIOGRAFIA
virginia woolf
25 gennaio 2017

Oggi è il compleanno della nostra Virginia Woolf.
L’autrice di La signora Dalloway nacque a  Londra il 25 gennaio 1882.

Dopo avervi parlato molto di lei, oggi prendiamo un libro, si intitola Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura. È uscito per minimum fax e l’ha curato Federico Sabatini che ha scelto dall’epistolario della scrittrice una serie di brevi passi che raccontano difficoltà e gioie del suo mestiere.

La lettera che abbiamo scelto è indirizzata a Ethel Mary Smyth, musicista e leader del movimento femminista inglese. Anche lei nata a Londra, ha studiato al conservatorio. Nel 1910 avviene la sua adesione al movimento femminista: Ethel Smyth interrompe la sua carriera musicale e si dedica con tutte le forze alla causa. La sua Marcia delle donne del 1911 diventò l’inno del suffragio femminile. Spaccò vetri con sassi, insieme a Emmeline Pankhurst, e finì in carcere. In carcere conduceva il coro delle altre compagne usando lo spazzolino da denti. Le veniva più facile provare amore verso le donne che verso gli uomini, e a 72 anni si innamorò di Virginia Woolf. Le due diventarono amiche.

Questa lettera del 6 giugno 1933 è una breve riflessione sull’autobiografismo:

Esito a continuare con la critica; perché, come capirai, ciò che io critico è quello che tu consideri necessario, e cioè l’autobiografismo. Lo detesto. Non penso che aggiunga niente a quanto hai detto. Penso che i dettagli personali sviliscano immensamente la forza del resto. Perché si prova… ma non continuerò, poiché sono consapevole di poter avere dei preconcetti. Odio tutti gli scrittori che parlano di loro stessi; l’anonimato è ciò che adoro. E forse è un’ossessione. Arrossisco, tremo, provo caldo e poi freddo. Voglio serrare le tende davanti a questa indecenza. 


Il libro
Virginia Woolf, Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto (minimum fax)

Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto


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