SUPERSTIZIONE, FEDE CIECA E GATTINI: LA TERRA DEI FIGLI DI GIPI
GIPI LA TERRA DEI FIGLI
19 gennaio 2017

Una palude bianca e nera è lo sfondo della nuova storia di Gipi.
È fondale ma anche il protagonista. I personaggi, due fratelli emaciati, magri come ombre, si confondono con la china, tratti simili a graffi sulla pagina. I ragazzi stanno cacciando. Perché l’unica cosa che conta è procurarsi il cibo per vivere. La preda non è qualsiasi, l’obiettivo è catturare e uccidere un cane.


gipi la terra dei figli

Tornano a casa e c’è il padre ad aspettarli, la barba ispida, la canottiera sporca, i piedi nudi. I tre abitano su una casa di pescatori in mezzo al fiume. Ma il fiume è velenoso. Intorno non c’è niente. O almeno così pensano i due.
Che cosa è successo prima non si sa perché «Sulle cause e i motivi che portarono alla fine si sarebbero potuti scrivere interi capitoli nei libri di storia. Ma dopo la fine nessun libro venne più scritto», dichiara Gipi all’inizio di La terra dei figli.

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La società è stata annientata insieme alla razionalità e al progresso.
L’apocalisse immaginata dal fumettista è un’ellissi narrativa. Immaginiamola come vogliamo, sappiamo solo cos’è rimasto. La palude, l’acqua, i due ragazzi, il padre e altri rari personaggi: Aringo, i gemelli Testagrossa, la strega, la schiava. I fedeli.
È una distopia, quella di Gipi, che disobbedisce ai dettami del genere. È sì una società futura, ma non esiste un’autorità. Il disastro c’è ma è già avvenuto, non è imminente, non è una minaccia.
Non esiste una gerarchia né la divisione in classi sociali.
Ma c’è un culto.

Il mondo caduto di Gipi è il nostro mondo. Il mondo dei social. È un mondo in cui le regole di comportamento sono scomparse, proprio come succede su Facebook adesso. I social sono il culto e i fedeli sono legati al ricordo di com’era stare lì, davanti allo schermo, senza nessun organismo di controllo, senza nessuna norma. Ci si mangia la faccia su Facebook, commento dopo commento. Linciaggio mediatico e calunnia tweet dopo tweet.
Ma in La terra dei figli i computer non ci sono più, allora lo si fa davvero.

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L’intolleranza così attuale dei social è la linfa vitale dei fedeli, la banda che perseguita i fratelli. Gridano “puro sentimento!”, dunque niente logica e niente ragione.
Misurano tutto attraverso i “laic”, e non lo facciamo anche noi?
Il vero non conta. Non conta sui social, molto spesso, non conta nella distopia di Gipi. Hanno peso solo le credenze, solo invenzioni, solo “puri sentimenti”. I meme che dicono falsità, post clickbait, titoli in caps lock, strilli in maiuscolo. Superstizioni, fede cieca e gattini.

In un mondo di sole urla, senza norme, c’è qualcosa che salva. Forse.
Nel caso di Gipi è un libro dalla copertina nera che serve per fuggire verso qualcos’altro.

Gipi è al Circolo dei lettori martedì 31 gennaio ore 21 in dialogo con Nicola Lagioia.

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