DA UNA PICCOLA VALLE SPERDUTA TRA I MONTI FINO IN SPIAGGIA. LE RAGAZZE CHE SOGNAVANO IL MARE
funne le ragazze che sognavano il mare
16 gennaio 2017

Ci sono desideri capaci di muovere le montagne.
Sogni grandissimi e profondi, almeno quanto il mare
.
Oggi vi raccontiamo delle 12 ottantenni più famose di sempre, le Funne di Valdaone, Trentino, e del loro viaggio, dalla valle rocciosa fino in spiaggia.

“Funne” significa semplicemente donne. Così si chiamano tra loro le vecchiette del Circolo pensionati Rododendro. La loro storia è un libro e un documentario, opera di Katia Bernardi. Una favola vera, capace di farci ricordare che i sogni non hanno età e che non è mai troppo tardi. Una storia che ha conquistato le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo.
L’autrice è al Circolo dei lettori lunedì 30 gennaio alle ore 21.

La favola comincia come una fiaba, un po’ commedia un po’ film di Walt Disney: «C’era una volta una piccola valle sperduta tra i monti». Protagoniste, le Funne di Valdaone e le loro passioni: la messa in piega settimanale, il liscio durante la sagra del paese, la cucina. Katia Bernardi le descrive paragonandole ai dolci.

C’è la signora Armida ed è simile al Mont Blanc.
Erminia è un torrone, leader del gruppo, dura all’apparenza ma dal cuore tenero.
Jolanda invece è la più dolce, squisita e soffice come la torta di mele.

Vivono in una valle selvaggia, circondata da alte montagne e pareti di ghiaccio. Ci sono dighe imponenti e laghi profondi. A Daone, in Trentino, comincia la storia delle Funne. Del loro viaggio e del loro sogno. Le nonne trentine, desiderose di avventura, frequentano il circolo di pensionati. Proprio per festeggiare i vent’anni del Rododendro decidono di fare un gita molto speciale: vogliono andare al mare per la prima volta nella loro vita.

Molte di loro il mare non lo hanno mai visto. Bellissima idea, bellissimo sogno. Ma certi sogni per diventare reali devono fare i conti con la cassa, e la cassa del Rododendro purtroppo piange. Sotto gli auspici della Madonna della Neve, e nutrite dall’immancabile fetta di polenta, le idee si moltiplicano: «E se vendessimo delle torte alla sagra del paese?»; «E se facessimo un calendario da vendere come i pompieri?»; «E se facessimo un “croadfanding” o quella roba lì che non so bene cos’è ma che è dentro l’Internèt?».

La loro poetica avventura fatta di successi, insuccessi, inaspettata notorietà, gelosie, lacrime e tante risate è raccontata da Katia Bernardi, che ne ha tratto un documentario e un libro.
Ci vediamo al Circolo! 

 

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