LA BIANCANEVE FEMMINISTA DI DAVIDE CALÌ
davide cali biancaneve e i 77 nani
12 gennaio 2017

Aveva meno di trent’anni Davide Calì, fumettista e scrittore di letteratura per ragazzi, quando l’editore francese Sarbacane ha ammirato i suoi lavori. Dopo le prime pubblicazioni, non si è più fermato. Lunedì 16 gennaio alle 18.30, racconta al Circolo dei lettori la propria esperienza internazionale, tra censure, editing e episodi tragicomici e indimenticabili.

Ha scritto e disegnato per la rivista Linus, i suoi lavori compaiono sul mensile francese Mes premiers j’aime lire (Bayard Editions), insegna agli aspiranti nuovi autori in corsi e laboratori, italiani e non. Alcuni suoi lavori sono stati adattati per il teatro per ragazzi da diverse compagnie in Francia, Belgio, Italia e Giappone. Collabora con una decina di editori e i suoi albi sono tradotti in venti lingue. Si ricorda Signor Alce (Emme edizioni, 2012), Auto Futuro (Zoolibri, 2012), La lampada magica di Aladino (Orecchio Acerbo, 2016).

Ma scrivere e disegnare per bambini non è uguale in tutti i paesi e non è affatto facile come si può pensare. È un’attività delicata che deve adattarsi, di volta in volta, al contesto culturale.

Racconta Davide Calì sul blog Roba da disegnatori: «Quello che accade comunemente è la richiesta di modifiche relative soprattutto alla cultura del paese in cui si lavora. In un libro possono cambiare cose piccole e grandi. Per esempio ricordo che su uno dei miei primi libri, Bernard et moi (Sarbacane) uno dei personaggi preparava degli spaghetti per cena. L’editore francese mi chiese se potevano essere spaghetti alla bolognese».

Il piatto più rinnegato nella città delle due torri è famosissimo all’estero, tanto che anche la BBC ha dedicato un servizio a questo dilemma culinario.


spaghetti alla bolognese

Ma non solo spaghetti alla bolognese: una pipa sparisce dalle mani del nonno protagonista di questa storia. Perché? «Perché nel mondo anglosassone è in atto da tempo una campagna contro il fumo». Un’altra richiesta è cambiare i nomi delle città. Lo domanda l’editore giapponese (Chikura) di J’aime t’embrasser (Sarbacane): «Alla fine, dove il personaggio fa l’elenco delle città dove vorrebbe baciare la sua fidanzata, potevamo trasformare le città del mondo nominate (Venezia, Barcellona, Londra, Vienna), in città giapponesi, perché a loro dire la mag-gior parte dei giapponesi non viaggia mai fuori dal Giappone».

J’aime t’embrasser (Sarbacane)

Biancaneve e i 77 nani (EDT, 2016) è invece la spassosa rivisitazione della conosciutissima vicenda della famosa fanciulla dai capelli neri e gote rosse, alle prese con una strega cattiva e con i nani del bosco. La storia comincia come tutte le storie: C’era una volta. Biancaneve sta fuggendo dalla strega cattiva, è nel bosco. I nani le offrono aiuto, ma in cambio le chiedono di tenere un po’ in ordine. Ma se piccoletti non sono 7 ma 77, le richieste si moltiplicano: più letti da rifare, più pranzi da preparare. 77 nomi sono molto difficili da ricordare: cè il nano Sancho, ci sono Pascià, Gualtiero, Lazarus, Pagnotta, Pistacchio, Zanzibar, c’è Spugna. E 77 sono i berretti da lavare, 77 le barbe da spazzolare.  È un disastro, Biancaneve è stressata: se gli uomini sono così, tanto meglio la mela avvelenata.

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