LA CANZONE DEL DILUVIO. HARD RAIN DI BOB DYLAN
bob dylan giovane
12 dicembre 2016

Era il 22 settembre 1962 quando Bob Dylan suonò per la prima volta A Hard Rain’s A-Gonna Fall. È la canzone che una commossa Patti Smith ha cantato alla cerimonia di consegna del premio Nobel. Bob non c’era, come sapete e Patti si è fermata a metà: ha confessato al pubblico di essere troppo nervosa, poi ha finito e gli applausi sono stati lunghissimi.

A Hard Rain’s A-Gonna Fall è il capolavoro della musica folk.
È una canzone travolgente come un diluvio, è la canzone delle domande, delle risposte, dei numeri e degli aggettivi.

La struttura
L’alternanza di domanda e risposta compone la struttura della canzone. È tipica della ballata. Bob Dylan l’ha presa in prestito da  Billy Boy, filastrocca tradizionale scozzese che fa così: Dove sei stato tutto il giorno Billy Boy Billy Boy? e anche da Lord Randal.
Hard Rain è nata durante il periodo più produttivo di Dylan. Sappiamo che l’ha scritta come si scrive una poesia e che ha cambiato spesso i versi all’interno del brano. Successivamente ha pensato alla melodia e agli accordi.

Interpretazioni e tema
Hard Rain
, come le ballate folk, parla di gente comune, di tutti, di ciascuno di noi.
Spesso si è detto che Dylan, nello scriverla, sia stato influenzato dalla crisi missilistica cubana ma il cantautore l’ha negato. Ha detto: Si tratta solo di una pioggia forte. Ma non solo. In un’intervista del 1963, riferendosi all’ultimo verso, quando canta: e scorie velenose contaminano l’acqua,  ha detto che stava parlando di tutte le bugie che dicono le radio e i giornali, per esempio. Certo è che tutto ci fa pensare al pericolo del nucleare: il mondo cantato da Dylan è descritto come reduce da una catastrofe, il tono è addirittura biblico, apocalittico.

I numeri e gli aggettivi 
Dylan enumera tantissimi elementi della natura, quelli scampati al disastro, come dovesse contare ciò che rimane. Attraversa il mondo cercando qualcuno, tra monti, strade, foreste… e usa una pioggia di aggettivi. È così che diventa una canzone travolgente Hard Rain.

ho inciampato su 12 monti
camminato e strisciato su 6 strade,
ho vagato in 7 foreste
son stato davanti a 12 oceani,
poi 10.000 miglia
10.000 oratori
100 percussionisti
10.000 tipi bisbiglianti e nessuno li ascoltava
il colore è il nero, il numero è lo zero

azzurri, giovane, nebbiosi, tortuose, tristi, morti, dura, selvaggi, deserta, nero, sanguinanti, bianca, spezzate, taglienti, sfolgoranti, bisbiglianti, morto, bianco, ferito, immensa, velenose, sporca, fredda, tremenda, scordate

Ascoltandola si perde il senso del tempo e dello spazio, la fine e l’inizio si confondonoè come stare in mezzo al diluvio, di parole, delle immagini che evocano, della musica.

Ma chi era Bob Dylan prima di diventare Bob Dylan? 
Prima di scrivere Hard Rain, prima di vincere il Nobel per la letteratura?
Ce lo racconta l’Accademia dei folli martedì 13 dicembre alle 21 al Circolo. Lo spettacolo di musica e parole si intitola Portraits. How does it Feel?Something about Bob Dylan e racconta proprio, con musica e parole, di quando Dylan non aveva scritto nemmeno una filastrocca ma, a sentire lui, da qualche parte le sue canzoni c’erano già, ed erano folk: doveva solo trovarle.

 

Il Blog  del Circolo
0 commenti