VISTO NON SI STAMPI! I 10 PIÙ FAMOSI RIFIUTI EDITORIALI
DIRE DI NO
17 novembre 2016

Visto non si stampi è il corso che comincia sabato 19 novembre al Circolo dei lettori di Torino con Andrea Kerbaker. La prima lezione è sui libri dileggiati, non apprezzati e respinti, perché la storia della letteratura è costellata di incomprensioni e maltrattamenti inflitti ai romanzi e ai loro autori. Questa la lista dei rifiuti più famosi, di due in particolare vi abbiamo raccontato qui.

1. Il signore delle mosche di William Golding (rifiutato 20 volte prima di essere pubblicato)

2. Se questo è un uomo di Primo Levi (rifiutato da vari grandi editori, tra cui Einaudi, viene pubblicato nel 1947 da una piccola casa editrice torinese, la De Silva).

3. Via col vento di Margaret Mitchell (rifiutato ben 38 volte)

4. Il diario di Anna Frank (rifiutato 15 volte)

5. La spia che venne dal freddo di John Le Carrè (rifiutato perché si ritenne che l’autore non avesse alcun futuro, e invece)

6. Gente di Dublino di James Joyce (rifiutato 22 volte, e ricordiamo anche che anche il suo Ulisse fu respinto dalla Hogarth Press perché “di una noia mortale”, e lo definì così Virginia Woolf in persona).

7. Harry Potter e la pietra filosofale di J.K Rowling (rifiutato ben 12 volte)

8. Peter coniglio di Beatrix Potter (anche Beatrix ha dovuto lottare, ve ne abbiamo parlato qui).

9. Il mago di Oz di L. Frank Baum (l’autore ha tenuto un diario intitolato A Record of Failure).

10. Moby Dick di Herman Melville (lungo e datato, quando finalmente si decisero a pubblicarlo fu stampato in pochissime copie).

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