SUSAN SONTAG SU COME LE FOTOGRAFIE TRASFORMANO IL MONDO E NOI STESSI
susan sontag ritratto bianco nero
02 novembre 2016

Le fotografie trasformano il presente in passato. Tutte le fotografie esprimono una relazione romantica con la realtà. Lo dice Susan Sontag, (New York, 16 gennaio 1933 – New York, 28 dicembre 2004) la celebre scrittrice e intellettuale americana che alla fotografia ha dedicato la sua riflessione, contenuta nel saggio uscito per Einaudi.

Scattare una fotografia è conferire valore a qualcosa, ma nello stesso tempo renderlo banale. La fotografia, dice Sontag, assolve questa doppia funzione: mitizza con la pretesa di immortalità ma al contempo crea un feticcio sottoposto alle leggi del tempo. La vita è un film, la morte è una fotografia, ha scritto in Il benefattore, il suo primo romanzo uscito nel 1965.

La fotografia trasforma il mondo stesso in un grande museo senza pareti, fatto di sole immagini da apprezzare dal punto di vista estetico. E la fotografia trasforma così il mondo in un cimitero, lo fa registrando l’appena passato e mostrando ciò che è perduto per sempre.

Ecco un estratto dal saggio Sulla fotografia:

L’umanità si attarda nella grotta di Platone, continuando a dilettarsi, per abitudine secolare, di semplici immagini della verità. Ma esser stati educati dalle fotografie non è come esser stati educati da immagini più antiche e più artigianali: oggi sono molto più numerose le immagini che richiedono la nostra attenzione; l’inventario è cominciato nel 1839 e da allora è stato fotografato quasi tutto, o almeno così pare; questa insaziabilità dell’occhio fotografico modifica le condizioni di prigionia in quella grotta che è il nostro mondo; insegnandoci un nuovo codice visivo, le fotografie alterano e ampliano le nostre nozioni di ciò che val la pena guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare; la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come antologia di immagini; nelle fotografie l’immagine è anche un oggetto, leggero, poco costoso, facile da portarsi appresso, da accumulare, da conservareLe fotografie sono forse i più misteriosi tra gli oggetti che formano, dandogli spessore, quell’ambiente che noi definiamo moderno. Esse sono in realtà esperienza catturata, e la macchina fotografica è l’arma ideale di una consapevolezza di tipo acquisitivo. Fotografare significa infatti appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere.


Il libro.
Susan Sontag, Sulla fotografia (Einaudi)


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