UNA DONNA CHE SCRIVE È TROPPO SENSIBILE E SENSUALE. ANNE SEXTON
anne sexton ritratto bianco e nero
17 ottobre 2016

Una donna che scrive è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Un uomo che scrive è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!

Casalinga, modella, cantante jazz. Poeta. Anne Sexton è una voce insolita e rivelatrice. Femminista, ha denunciato e disprezzato il destino noioso e degradante della casalinga, pur sentendosi in colpa e soffrendo per il proprio desiderio di libertà, non ancora condiviso. Anne Sexton è una voce insolita e una voce onesta. È anche occhi attenti al dettaglio, soprattutto fisico, e la sua indagine poetica si è spinta a parlare di femminilità nella sua complessa interezza, senza tralasciare il ciclo mestruale, l’autoerotismo, l’incesto, l’adulterio, l’aborto.

Nasce il 9 novembre 1928Newton, nel puritano New England, segnata dalla figura di un padre violento. È bella, Anne Sexton, e sembra sicura di sé: in realtà il suo equilibrio è superficiale, la sua apprensione è mascherata. Frequenta scuole esclusive, ma decide di lasciare l’università. Si sposa a 19 anni, ha due figlie. Con l’arrivo della seconda, Joyce Ladd, i suoi problemi psichici la portano al primo tentativo di suicidio. La sua poesia nasce in clinica: è lo psichiatra a suggerirle di scrivere versi come terapia. Nel 1967 Anne Sexton vince il Premio Pulitzer per la raccolta Live or Die. 

Anne Sexton si sente inadatta alla maternità, è depressa, non si cura della casa. La scrittura riesce a stabilizzare la sua mente, ma non solo, Anne Sexton ha talento e la sua crescita come poetessa è rapida e intensa. Vince una borsa di studio per il Radcliffe Institute nel 1961 ottiene una cattedra. Vicina ai poeti Robert Lowell, Theodore Roethke, e Sylvia Plath, i temi che esplora sono la violenza contro le donne, ma anche la tossicodipendenza, la nevrosi e la follia. La sua vivida pulsione di morte è espressa in The Death Notebook del 1974.

Divorzia dal marito, dopo molte esitazioni, e si fa ricoverare al McLean Hospital che lascia dopo poco. La sua vita caotica e travagliata, dolorosa, si conclude nel garage della sua casa di Weston, Massachusetts. Anne Sexton indossa la pelliccia di sua madre e tiene in mano un bicchiere di vodka, il monossido di carbonio la uccide, come lei ha deciso.

La sua poesia è una carrellata di figure femminili sfortunate e tormentate, ispirate anche alla leggenda delle streghe di Salem. Le sue donne, nei componimenti, parlano in prima persona, si presentano, sovversive ed eccitate, oscure, che non molto possono fare per evitare la propria condizione marginale. Sono streghe che violano la sacralità della casa, streghe camuffate da casalinghe. Sono vulnerabili e dipendenti. Ci sono le tenebre, nella poesia di Anne Sexton, con scorci di luce come fiammate. Lei stessa è una strega tormentata.
Questa è Casalinga:

Certe donne sposano una casa.
Altra pelle, altro cuore
altra bocca, altro fegato
altra peristalsi.
Altre pareti:
Incarnato stabilmente roseo.
Guarda come sta carponi tutto il giorno
a strofinar per fedeltà a se stessa.
Gli uomini c’entrano per forza,
risucchiati come Giona
in questa madre ben in carne.
Una donna è sua madre.
Questo conta.

Casalinga è del 1962. La casa è un’entità fisica, con cuore, bocca, fegato, intestino. La donna è imprigionata là dentro, come un animale sacrificale, si inginocchia ogni giorno, la sua fatica è quotidiana, per lavare la casa-mostro che l’ha mangiata. L’uomo è l’autorità, l’intruso che frantuma l’integrità della donna. Come Giona inghiottito dalla balena, l’uomo entra in casa conquistando uno spazio non suo, violandolo.

Per concludere, ecco Magia nera. In italiano, di Anne Sexton, si trovano La zavorra dell’eterno (Crocetti), Una come lei e altre poesie (Via del vento), Poesie di Dio e Poesie d’amore (Le Lettere).

Una donna che scrive è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza; come se iettatori pettegoli
e ortaggi non fossero già abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell’essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così son io ragazza.

Un uomo che scrive è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza; come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Come un mobile usato costruisce un albero.
Nell’essenza uno scrittore è un ladro.
Amore mio, tu maschio sei così.

Ma amando noi stessi,
odiando anche le nostre scarpe, i nostri cappelli,
ci amiamo preziosa, prezioso.
Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi piedi di tremende confessioni.
Ma quando ci sposiamo
ci abbandoniamo ai figli, disgustati,
il cibo è troppo e nessuno è restato
a mangiare l’estrosa abbondanza.


 

 

 

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