JAMES MYERS. UOMINI E ANIMALI, RACCONTI DALL’INDIA DI IERI E DI OGGI
SACRA FAMIGLIA INDIANA
01 ottobre 2016

C‘era una volta una ragazza di nome Parvati che desiderava molto avere un figlio. Il suo sposo, un pezzo grosso del pantheon induista, era Shiva, che dava buoni consigli ai suoi fedeli ma era un po’ sociopatico quando si trattava dei fratelli. Era iroso, violento ed enigmatico e i parenti temevano, a causa di un presagio, che se avesse mai avuto una progenie sarebbe stata demoniaca. Per questo decisero di diventare l’anticoncezionale della coppia, che interrompevano regolarmente durante i momenti di intimità.

Arrivata al limite di sopportazione, Parvati si arrabbiò talmente da maledire gli altri dei con la sterilità e si chiuse in bagno in preda a una crisi isterica. Mentre si detergeva il corpo con pasta di sandalo sognava ad occhi aperti il figlio che non avrebbe mai avuto. Si sa che ci sono donne che quando si mettono qualcosa in testa devono averla vinta a tutti i costi e così fu anche per Parvati, che riuscì a infondere vita alla figura forgiata con l’unguento con cui aveva appena portato a termine il suo peeling quotidiano.


sacra famiglia indiana

Tutta contenta gli diede il nome di Ganesh e lo mise a guardia della porta del bagno. ‘Nessuno deve passare’ gli disse. Shiva, da bravo marito, voleva calmare la moglie infuriata, così decise di andarle a parlare. Sulla porta incontrò questo sconosciuto, che con fermezza voleva impedirgli di passare. Nulla di più sbagliato. Shiva lo decapitò per punire la sua tracotanza. Parvati, accortasi dell’accaduto, cominciò a prendersela con il marito che capì di averla fatta grossa. Per rimediare decise di mandare dei servitori a cercare una testa in giro per la terra, non importa se di uomo o di animale.

james myers e famiglia

La prima che capitò fu giusto giusto quella di un vecchio elefante, non proprio messa bene visto che la povera bestia aveva perso pure un corno. Portata al loro padrone, venne attaccata al corpo inerme che riprese vita e divenne a pieno titolo il figlio della coppia. Questo bambino, nominato da Giuliano Boccali durante il suo incontro ‘Animali umani e animali divini nell’India antica’, è colui che ancora oggi richiama alla mente l’idea tutta indiana di un era primigenia in cui non vi era alcuna differenza tra uomini e animali.

Oggi c’è chi sente il bisogno di mantenere un confine bello alto e chi combatte affinché venga dissolto. Ma c’è anche chi il confine non lo tiene proprio in considerazione: James Myers. Con la sua affermazione ‘io non sono nessuno’ il messaggio trasmesso è quello di chi vede un problema e tenta di risolverlo, punto. In India molti animali sono sacri, tutti vivono insieme agli uomini senza restrizioni ma nessuno li accudisce. In un paese in cui non esiste l’individualismo ma solo il gruppo familiare, Myers fa dei randagi la sua famiglia, con cui vivere, di cui prendersi cura.

Nel Rajasthan la sua corporazione a scopo caritatevole ha attivato l’ANIMAL AID PROGRAM con lo scopo di educare la società alla convivenza e aiutare gli animali in difficoltà. Ad oggi innumerevoli ospiti sono passati sotto le cure dei veterinari e dei volontari, ma ci sono anche dei residenti fissi: 450 tra cani, mucche, gatti, capre, quaglie e anche un asino. Siamo di fronte ad un esempio di aiuto disinteressato. Gli animali vivono una vita da animale, non importa che si accorgano di quello che si fa per loro solo che si faccia qualcosa.


 

Carola Tirrito, nata nell’86 a Palermo, si trasferisce a Torino per studiare Antropologia culturale ed etnologia. Si interessa in particolare di studi antropologici ed evolutivi della religione.

Il Blog  del Circolo
0 commenti