BENVENUTI GLI ANIMALI CHE (NON) SI COMPORTANO DA UOMINI. CON INTERVISTA VIDEO A EDOARDO ALBINATI
centauro statua
30 settembre 2016

Ferocia e sintassi umana allungano il ponte che ci conduce agli animali.
Parliamo di violenza ‘bestiale’ senza renderci conto della capacità tutta umana di crocifiggere e impalare. Vediamo scimmie antropomorfe utilizzare il linguaggio dei segni ma non ci accorgiamo che il loro è un dizionario di frasi fatte. Il confine esiste? Il confine esiste ed è invisibile agli occhi ma non all’indagine.

Edoardo Albinati proietta immagini di un mondo maschile in cui la donna è un mezzo per cementare il gruppo, esaudire la voglia di intimità senza essere l’oggetto del desiderio. Lo stupro la coinvolge nella celebrazione di una virilità autonoma dal femminile.

Luigi Zoja disegna un centauro, figura mitologica che conosce il genere opposto solo attraverso la violenza e la dimensione orgiastica, in una dicotomia uomo-animale che riporta alla dicotomia maschio-padrefonte di tensione e cambiamento nella maggior parte delle società. La femmina umana è madre per evidenza biologica, il maschio è padre per costruzione culturale: nella violenza ecco che esce fuori il maschio pre-paterno nella sua dimensione animale, ancora prima degli abusi del patriarcato.

Andrea Moro dimostra, attraverso lingue e grammatiche impossibili, che il linguaggio umano è l’unico in cui l’ordine delle parole conta.Il linguaggio umano si distingue da quello di tutti gli altri animali per la capacità di ricombinare in modi speciali. Le regole impossibili sono rigide, legate alla posizione di una parola nella sequenza. Al contrario, propria dell’uomo è l’unione di regola e creatività che rende fluida la struttura sintattica. Alla base di questa capacità sta una struttura neurobiologia che si distingue da quella di tutti gli altri animali. Cartesio aveva ragione: ‘non esistono persone […] che non siano capaci di disporre insieme delle parole e con esse comporre un discorso con il quale far intendere il loro pensiero. E al contrario non esiste un altro animale tanto perfetto o posto in una condizione tanto favorevole da poter fare una cosa simile. “Discours de la methode”

Il confine sembra tracciato: siamo violenti in un modo tutto umano; comunichiamo grazie a strumenti solo umani. Ma cosa potrebbero pensare gli animali della distanza che abbiamo creato noi?

Carola Tirrito, nata nell’86 a Palermo, si trasferisce a Torino per studiare Antropologia culturale ed etnologia. Si interessa in particolare di studi antropologici ed evolutivi della religione.

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