INTERVISTA VIDEO A SHAUN ELLIS, UOMO LUPO
shaun ellis uomo lupo the wolfman
29 settembre 2016

Shaun Ellis, ricercatore inglese, all’inaugurazione di Torino Spiritualità “D’istinti animali” racconta la sua incredibile esperienza di vita con i lupi. Racconta come, approdato in America ai piedi delle Montagne Rocciose, abbia pian piano cercato di apprendere i segreti custoditi dai nativi americani sul loro straordinario rapporto con questi animali. Descrive l’insieme di emozioni provate durante i lunghi mesi di attesa prima che i lupi si avvicinassero a lui: la paura, la tensione, la voglia di essere accettato dal branco. E, infine, la spontanea scelta dei lupi di unirsi al suo gruppo di ricercatori, il loro spontaneo atto di autodomesticazione

Le parole più ricorrenti nel suo racconto sono comunicazione, fiducia, famiglia: per entrare nel mondo dei lupi è fondamentale prima di tutto imparare la loro lingua, il loro modo di comunicare, saper riconoscere i gesti e i segnali da loro usati. Altrettanto importante è riuscire ad acquisire la loro fiducia: per farlo Shaun Ellis racconta di aver mostrato più volte ai lupi la propria gola, in segno di sottomissione e abbandono, e di essere riuscito così a farsi accettare all’interno del branco. Al contempo ha potuto affidarsi a loro e alla loro lealtà. Infine centrali, nel natura del lupo, sono i legami familiari, e dunque bisogna sapersi ritagliare un proprio ruolo all’interno della famiglia, di cui bisogna aver cura e da cui si riceve protezione.

Ecco l’intevista.
Clicca “sottotitoli” per visualizzarli.

1. Sulla scelta. Non penso che tu possa scegliere gli animali con cui lavorare, sono loro a scegliere te. 

2.  Sulla paura. Quindi a volte la paura era qualcosa che aveva a che fare con la tua anatomia: essere un uomo piuttosto che essere un lupo vuol dire non essere abbastanza forte, non essere in grado di confrontarti con l’ambiente.

3. Sui cuccioli. Ero la tata! È un termine con cui ci riferiamo ai lupi più anziani e con più  esperienza all’interno della famiglia. La terminologia migliore sarebbe probabilmente la figura della nonna o del nonno. 

 

4. E l’ululato. 

Le autrici:

Carola Tirrito, nata nell’86 a Palermo, si trasferisce a Torino per studiare Antropologia culturale ed etnologia. Si interessa in particolare di studi antropologici ed evolutivi della religione.

Costanza Franceschini, 21 anni, studentessa di Comunicazione Interculturale presso l’Università di Torino, interessata ai temi delle differenze culturali e dei flussi migratori, vorrebbe proseguire i propri studi nell’ambito dell’Antropologia Culturale. Da due anni si dedica allo studio della lingua e della cultura cinese.

Marta Marzola, 26 anni, si dedica alla comunicazione da quando ha 3 anni: dalle prime parole in italiano a quelle in lingue morte al Liceo Classico, dai testi pubblicitari in un’agenzia di Milano alla Comunicazione Interculturale all’Università di Torino.

Il Blog  del Circolo