SCRIVERE È SEMPRE NASCONDERE QUALCOSA IN MODO CHE VENGA POI SCOPERTO. ITALO CALVINO IN 10 FRASI
19 settembre 2016

Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra. Mi chieda pure quel vuol sapere e Glielo dirò. Ma non Le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Lettera di Italo Calvino a Germana Pescio, Bottino, 9 giugno 1964

Oggi ricorre l’anniversario della morte dello scrittore di Il sentiero dei nidi di ragno, (Torino, Einaudi, 1947), di Il barone rampante (Torino, Einaudi, 1957), di La giornata d’uno scrutatore, (Torino, Einaudi, 1963) e di tanti altri romanzi e saggi, che abbiamo letto e amato, quando eravamo scolari e anche dopo.

Era il 1985, il 19 settembre 1985. Nell’ultimo anno della sua vita Italo Calvino si era impegnato con Einaudi per scrivere l’introduzione per America di Franz Kafka. Aveva passato l’estate lavorando, nella sua casa di Roccamare, per tradurre Queneau, La canzone del polistirene e per mettere a punto la versione definitiva di un’intervista a Maria Corti che uscirà in ottobre nella rivista Autografo. Ma soprattutto si era messo a preparare quelle lezioni, Six Memos for the Next Millennium, le Lezioni americane, sarà Citati a chiamarle così, che avrebbe dovuto tenere ad Harvard nell’anno accademico 1985-86. Il ciclo non avrà mai luogo, lo scrittore muore il 19 settembre dello stesso anno. Qui ve ne abbiamo parlato.

Ricordiamo Italo Calvino con 10 frasi, di quelle che non si scordano mai.

1. La fantasia è un posto dove ci piove dentro.
Da Lezioni americane

2. L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare ad non avere più paura, questa è la meta ultima dell’uomo.
Da Il sentiero dei nidi di ragno

3. È dell’uomo attendere. Dell’uomo giusto, attendere con fiducia; dell’ingiusto, con paura. Da Il visconte dimezzato

4. Stavano venendo dei tempi magari più tolleranti, ma più ipocriti.
Da Il barone rampante

5. Quando una si è tolta la voglia di tutti gli uomini esistenti, l’unica voglia che le resta può esser solo quella d’un uomo che non c’è per nulla.
Da Il cavaliere inesistente 

6. E il cemento, lo sa il cemento? Una bella storia anche quella lì, ci prendono alla gola come vogliono, di lì non si scappa, è un monopolio… – e prese a lanciarsi contro la società del cemento, a citare fatti, abusi, contraddizioni.
Da La speculazione edilizia 

7. Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche ad occhi chiusi.
Da Marcovaldo: ovvero Le stagioni in città

8. Era un periodo che non m’importava niente di niente, quando venni a stabilirmi in questa città. Stabilirmi non è la parola giusta Di stabilità non avevo alcun desiderio; volevo che intorno a me tutto restasse fluido, provvisori, e che però non avrei saputo spiegare in che cosa consistesse. Da La nuvola di smog (incipit)

9. Quando ci ritrovammo verso le sei, eravamo entrati in guerra. Era sempre nuvolo; il mare era grigio. Verso la stazione passava una fila di soldati. Qualcuno dalla balaustra della passeggiata applaudì. Nessuno dei soldati levò il capo. Da L’entrata in guerra

10. Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.


 

I libri
Italo Calvino, Romanzi e racconti (Mondadori, i Meridiani)
Italo Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio (Mondadori)

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