QUANDO FITZGERARD SCRISSE A HEMINGWAY PER UN CONSIGLIO
Hemingway Fitzgerald ritratto
27 luglio 2016

Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald sono amici da 10 anni. L’autore di Fiesta e quello di Il grande Gatsby erano molto diversi tra loro e avevano diverse visioni del mondo, ma la loro amicizia era fatta di sincerità e candore. Nelle lettere che si sono scambiati parlavano delle proprie convinzioni sulla scrittura, delle lotte, della complessità del loro comune mestiere. E della vita privata.

Sono passati nove anni dalla pubblicazione di Il grande Gatsby e Fitzgerald sta ultimando la stesura di Tenera è la notte. Preoccupato del giudizio sul libro, ha bisogno di un parere, forse di essere rassicurato, e così scrive una lettera al suo amico Hemingway. La risposta è un esempio di sincerità estrema.
Eccola qui:


 

Caro Scott, per l’amor del cielo, scrivi e non preoccuparti di cosa diranno i ragazzi, né se sarà un capolavoro o cos’altro. Io scrivo una pagina eccezionale ogni novanta pagine di merda. Cerco di buttare la merda nel cestino della carta straccia (…). Mi piacerebbe vederti e fare due chiacchiere con te da sobrio. A New York puzzavi da matti e non ci abbiamo cavato niente. Vedi amico, tu non sei un personaggio tragico. Nemmeno io lo sono, Nessuno sulla faccia della terra, nessuno più di te aveva bisogno di disciplina per lavorare, e invece ecco che ti sposi una che è invidiosa del tuo lavoro, che vuole competere con te e ti rovina. Non è così semplice. Pensavo che Zelda fosse pazza la prima volta che l’ho vista, e tu hai complicato ancora di più le cose innamorandoti di lei, quindi ci credo che sei un alcolizzato. Il tuo amico, sempre.



hemingway fitzgerard


 

Il Blog  del Circolo