CHE COS’E LA POESIA SECONDO SAMUEL TAYLOR COLERIDGE
Samuel Taylor Coleridge RITRATTO
25 luglio 2016

Si fa poesia senza pensarci, perché occorre farla, disse Ungaretti. E anche: è poesia quando porta in sé un segreto. Una poesia corre sempre il rischio di non avere senso, e non avrebbe alcun valore senza questo rischio, secondo Derrida. Per Giorgio Agamben il poeta è colui che guarda nella crepa del presente.

Oggi è lunedì e parliamo di poesia. Vi abbiamo lasciati con l’invito al silenzio di Pablo Neruda, con il ricordo di Valentino Zeichen, con L’arte di perdere di Elizabeth Bishop. Oggi è anche l’anniversario della morte di Samuel Taylor Coleridge (Ottery St. Mary, 1772 – Highgate, 1834) e ne approfittiamo per raccontarvi che cos’è la poesia secondo il poeta romantico inglese.

Una poesia contiene gli stessi elementi di una composizione in prosa; la differenza, pertanto, deve consistere in una loro diversa combinazione come conseguenza di un diverso proposito. La semplice aggiunta di una metrica di per sé non autorizza a definire poesia qualsiasi scritto, perchè niente può permanentemente soddisfare ciò che non contiene in sé la ragione per cui è così e non altrimenti. La nostra definizione di una poesia può essere così formulata: “Una poesia è quella specie di composizione che si oppone alle opere scientifiche proponendo come suo scopo immediato il piacere, non la verità ; e da tutte le altre specie (avendo questo in comune con loro) si differenzia proponendo di per sé una gioia dall’insieme tale da essere compatibile  con una gratificazione distinta derivante da ogni componente”.

 

 

 

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