QUANDO CONOSCERÒ LA TUA ANIMA, DIPINGERÒ I TUOI OCCHI. LA STORIA D’AMORE DI MODIGLIANI E JEANNE HÉBUTERNE
Modigliani opera dettaglio Jeanne
12 luglio 2016

Viso perfetto, carnagione bianchissima quasi diafana, occhi azzurri e un poco strabici, capelli ramati: Jeanne Hébuterne era soprannominata noix de coco. La più importante, l’ultima, tra le donne di Amedeo Modigliani, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920), è stata la sua modella preferita, la sua amante, la madre di sua figlia, l’amore della sua vita.

Bohémien, seduttore, principe lunatico di Parigi: Modì arriva nella capitale francese da Livorno, dopo aver studiato pittura e scultura a Firenze e Venezia. Presto si immerge nella brulicante vita artistica di Montmartre, andando a vivere al Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati. Il mito lo vuole dissoluto, alcolizzato, afflitto da diverse malattie, cagionevole. L’opposto della sua raffinata e delicata Jeanne.



Jeanne Hébuterne moglie di Modigliani


Anche Jeanne vuole diventare artista. È il fratello a introdurla nell’ambiente. La giovane sceglie l’Académie Colarossi per la propria formazione ed è lì che – nella primavera del 1917incontra Modigliani. Fu amore a prima vista, nonostante la differenza d’età: Jeanne, infatti, aveva 15 anni in meno del pittore livornese. Nonostante prima di lei Modì avesse avuto moltissime amanti, in Jeanne, così timida, gentile e delicata, trova la compagna perfetta per un rapporto profondo, intimo e significativo.

La famiglia della giovane espresse molte riserve su questo legame, cattolici e conservatori non vedevano di buon occhio la relazione della figlia con il dissoluto artista. Ma a Jeanne nulla importava: abbandonò i suoi, se ne andò a vivere con Modigliani e presto rimase incita. La bambina nacque nel 1918, a novembre, e Jeanne, intanto, aveva posato per più di venti opere. Ma, nonostante gli sforzi, le cose spesso non vanno come ci aspettiamo e come desideriamo.


Amedeo Modigliani ritratto fotografia


E infatti Modì non smise di bere e di fare uso di hashish e la sua salute non migliorò. Non smise nemmeno di vagabondare la notte per le strade di Parigi e non riuscì a tenere a bada il suo temperamento collerico. Litigava spesso, faceva a pugni, la polizia l’ha arrestato più volte. Finché una notte, in Rue de la Grande Chaumière dove i due vivevano, il vicino – preoccupato perché non vedeva la coppia uscire da giorni – scoprì Modigliani a letto, delirante per la febbre, agitato e appena cosciente. Jeanne stava accanto a lui, con le braccia avvolte intorno al suo corpo malato, in un abbraccio disperato. Modì stava morendo di meningite tubercolotica e Jeanne era troppo sconvolta per chiamare un dottore.

Modigliani morì a 35 anni. Jeanne aveva il cuore frantumato dal dolore. La prospettiva di una vita senza il suo innamorato le sembrò inimmaginabile. Intollerabile. E fu così che meno di 48 ore la morte dell’amato, lei – incita di nove mesi del secondo figlio – si gettò dal quinto piano. Morì sul colpo a 20 anni.

Nonostante avesse espresso il desiderio di esser sepolta accanto a Modigliani, la sua famiglia si decise per un altro camposanto, quello di Bagneaux, fuori Parigi, non il Père-Lachaise. Solo dieci anni più tardi la salma venne spostata.


Per approfondire il personaggio di Modigliani vi consigliamo questo percorso di lettura:

1. Corrado Augias, Modigliani, l’ultimo romantico (Mondadori)
Attraverso la vita dell’artista, Augias racconta il destino della più alta e febbrile arte novecentesca.

2. Amedeo Modigliani e il suo mondo (Abscondita)
La mitica città di Parigi e il suo quartiere di artisti, Montmartre, nel primo decennio del secolo scorso, e i suoi protagonisti.

3. Meryle Secrest, Modigliani. L’uomo e il mito (Mondadori)
Rigorosamente documentata e riccamente illustrata, questa biografia ripercorre la storia di un genio a lungo incompreso, restituendo l’atmosfera effervescente della Parigi del primo ‘900.

 

 

Il Blog  del Circolo