10 IMPRESCINDIBILI CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA (PER CHI VUOLE METTERSI IN PARI DURANTE L’ESTATE)
promessi sposi copertina prima edizione
01 luglio 2016

I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…» scrive Italo Calvino in Perché leggere i classici, e prosegue segnalando come il prefisso iterativo davanti al verbo leggere indichi una piccola vergogna  in chi si suppone di “vaste letture” – ad ammettere di non aver letto un libro famoso.

Ma tanto nessuno (o quasi) ha letto tutto Erodoto o Tucidide, tutto Dickens o Balzac, e quindi Calvino rassicura chi si imbarazza: resta sempre un numero enorme di opere fondamentali che uno non ha letto. E poi:

Leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso (ma non si può dire maggiore o minore) rispetto a quello d’averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano (si dovrebbero apprezzare) molti dettagli e livelli e significati in più.

E così Calvino arriva alla seconda definizione: Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.

Arriviamo alla nostra classifica, che risulterà parziale, sperando di darti qualche buon consiglio per recuperare un classico o due che non hai avuto ancora occasione di leggere.
Oggi parliamo di classici della letteratura italiana.


1. Dante Alighieri, La Divina Commedia 
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura.


dante alighieri divina commedia purgatorio vecchia immagine


2. Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi 
Come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancora in boccio,
al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.

i promessi sposi vecchia edizione seconda antica


 

3. Lodovico Ariosto, L’Orlando Furioso 
“Quel che l’uom vede, Amor gli fa invisibile,
e l’invisibil fa vedere Amore.”

orlando furioso antico antichità rara


 

4. Boccaccio, Il Decameron 
Umana cosa è aver compassione degli afflitti.

decameron boccaccio copertina antica


 

5. Niccolò Machiavelli, Il Principe 
Gli uomini in universale giudicano più agli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.

antica edizione machiavelli il principe


6. Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis 
Taci, taci: – vi sono de’ giorni ch’io non posso fidarmi di me: un demone mi arde, mi agita, mi divora. 

ultime lettere jacopo ortis foscolo prima edizione

7. Italo Svevo, La coscienza di Zeno 
Insomma non avevo ancora perduta la capacità di ridere della mia avventura;

la sola capacità che mi mancasse era quella di dormire.

la-coscienza-di-zeno-svevo-seconda-edizione

8. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo  
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.

prima edizione il gattopardo


 

9. Elsa Morante, L’isola di Arturo 
Una speranza, a volte, indebolisce le coscienze, come un vizio.

elsa morante isola di arturo copertina prima edizione


 

10. Cesare Pavese, La casa in collina
Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.

cesare pavese la casa in collina prima edizione einaudi


Perché un classico, citando Calvino, è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

 

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