L’OFELIA DI JOHN EVERETT MILLAIS. 5 COSE CHE (FORSE) NON SAPETE
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25 giugno 2016

C’è un salice che cresce storto sul ruscello e specchia le sue foglie canute nella vitrea corrente; laggiù lei intrecciava ghirlande fantastiche di ranuncoli, di ortiche, di margherite, e lunghi fiori color porpora cui i pastore sboccati danno un nome più indecente, ma che le nostre illibate fanciulle chiamano dita di morto. 
Amleto, Atto IV, scena VII

Se immaginiamo Ofelia, la triste amata di Amleto, non possiamo che pensarla affondare nell’acqua, là, in quel famoso dipinto opera del preraffaellita John Everett Millais. Il quadro orna da più di cent’anni la Tate Britain di Londra e la cartolina che la raffigura è il bestseller dello shop della galleria.

Ma ci sono alcuni aneddoti che forse non conoscete riguardo a questo dipinto:

1. Millais ha piazzato il suo cavalletto sulle rive del fiume Hogsmill – nel Surrey – almeno 11 ore al giorno, sei giorni alla settimana per cinque mesi. Era il 1851. Perché? Il suo desiderio era catturare nel dettagli la natura. Era così devoto al suo scopo che non si è curato di mosche e zanzare, rischiando anche di esser denunciato per violazione di domicilio dal padrone del campo che doveva attraversare ogni giorno. Quando un vento tremendo ha preso a soffiare, durante l’inverno, Millais si è costruito con le proprie mani una specie di capanna, fatta di paglia e arbusti.

2. In origine, doveva esserci anche un’arvicola d’acqua (una sorta di piccolo roditore), nella composizione. Ma il topo non piacque al sodale di Millais, Hunt, e nemmeno ai suoi parenti. Quando il quadro fu presentato alla Royal Academy, nel 1852, l’arvicola era scomparsa, ma un dettaglio si può ancora intravedere nell’angolo superiore della tela, nascosto dalla cornice.

3. La bellissima Ofelia, dai lunghi capelli rossi, ha il volto e fattezze della futura moglie del più famoso preraffaellita, Dante Gabriel Rossetti. Il suo nome era Elizabeth Siddall, all’epoca diciannovenne. Millais desiderava essere il più accurato possibile e dunque, se per dipingere la natura aveva preso freddo sulle rive dell’Hogsmill, per ritrarre la fanciulla usò una vasca da bagno riscaldata da candele, dove la fece immergere per il tempo necessario. Quando una folata di vento spense le candele l’acqua si raffreddò, Millais era troppo preso dal proprio lavoro per notarlo ed Elizabeth troppo dedita al proprio compito di modella, tanto che si ammalò gravemente.

4. Come le altre opere dei Preraffaelliti, anche l’Ofelia di Millais non riscosse subito il consenso della critica dell’epoca. C’è chi trovò perversa la fantasia dell’artista – far affogare un’eroina di Shakespeare tra le erbacce del Surrey! – e Millais riuscì a vendere l’opera per 300 ghinee a Henry Farrer. Ora, il valore di Ofelia è di almeno 30 milioni di sterline.

5. Lo studio di John Everett Millais si trova al secondo piano di Gower Street a Londra, al numero 7, a pochi passi dal British Museum. Una targa blu segnala che proprio lì nacque la confraternita dei Preraffaelliti. Ora, però, l’edificio è stato comprato da una società di esplorazione di petrolio, e probabilmente la famosa vasca è stata sostituita da una stampante.

Ps. Se vi piacciono le storie disperatamente romantiche vi consigliamo questa serie tv.

 

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