LEGGERE LEGGERE LEGGERE. LA LETTERA DI COLUM MCCANN
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21 giugno 2016

Colum McCann è l’autore di Questo bacio vada al mondo intero, vincitore del National Book Award nel 2009 e acclamato dalla critica. C’è dolore, bellezza, mistero in questo romanzo, c’è speranza. Si tratta di un libro capace di raccontare l’America e di dare la misura di che cosa un romanzo può fare. Ha scritto anche Transatlantic, I figli del buio, Zoli. Storia di una zingara, tutti pubblicati in Italia da Rizzoli. Insegna scrittura creativa alla City University of New York. E ha un blog. Proprio lì è apparsa una lettera, dal titolo A Letter to a Young Writer che vi abbiamo tradotto. Ed è una lettera sia per chi vuole scrivere, per chi scrive già e per chi non scrive affatto.


Leggi, leggi, leggi

Vi stupirebbe la quantità di scrittori che semplicemente non leggono. Sopratutto scrittori anziani che credono di essere gli unici che meritano di essere letti. Il loro universo letterario si restringe. Essi credono di aver scritto abbastanza e che possono permettersi ora di stare in casa. Chiudono le tende. Si depositano negli angoli del divano ombreggiato dalle loro librerie. Loro non cercano più di raggiungere la brossura dei libri, difficilmente toccano le pagine. Si immergono per un paio di pagine e si sentono esausti. Vendono la loro curiosità al suono delle proprie parole. Si dimenticano di trovare la vastità negli altri. Ma perdonali, perdonami. Abbiamo dimenticato cosa volesse dire essere un giovane scrittore. Così ecco qui, giovane scrittore, prima che mi dimentichi del tutto. Un giovane scrittore deve leggere. Deve leggere e leggere e leggere. Avventurosamente. Promiscuamente. Immancabilmente. Sembra così semplice, eppure non lo è. Nemmeno semplificandolo. Il giovane scrittore deve leggere tutto ciò che gli capita a tiro. I classici, i vecchi libri che gli parlano dagli scaffali, i tomi raccomandati dagli insegnanti, i tascabili lasciati sui sedili della metropolitana, i vecchi romanzi con le orecchie che trova nelle stazioni ferroviarie, i libroni dall’antica copertina rigida che scova nella casa per le vacanze, tutto ciò che capita. Leggi, leggi, leggi.

Il cervello è un contenitore agile. La tua mente può contenere così tanto. Più difficile è il libro, meglio è. Quanto maggiore è l’agilità della tua lettura, maggiore sarà l’elasticità del tuo lavoro. Mettiti alla prova. La grande gioia della difficoltà è, infatti, la sua difficoltà. Basta con tutte le facili scappatoie. Un giovane scrittore deve anche leggere i suoi contemporanei. Ferocemente e gelosamente. Deve andare in libreria e trascorrere ore di rabbia, stupore e contemplazione. Deve leggere le biografie sul retro. Deve farsi ribbollire il sangue: “Merda. Questo scrittore è più giovane di me. Questo scrittore viene dalla mia città natale. Questo scrittore ha frequentato la mia stessa scuola. Come hanno osato esse pubblicati prima di me!” Sì , rabbia. Non come competizione, ma nel desiderio per te di fare come loro.
(Dopotutto, non stanno rubando il tuo lavoro: il tuo lavoro è del tutto tuo e nessun altro può averlo.  Chi altro potrà mai finire il vostro pezzo di carpenteria letteraria, a meno che non si tratti di una sedia Ikea?). 

Un giovane scrittore alimenta il desiderio di creare il proprio lavoro. Deve andare in biblioteca e vagare attraverso le vecchie pile polverose. Ascoltare i libri cantare. È incredibile come un libro ti troverà. Vi è in un certo senso un dispositivo di tracciamento nel linguaggio. Scorrete le dita lungo gli scaffali. Seguite il vostro istinto. Un libro in qualche modo trova il suo lettore ideale. Diversamente dall’amore , c’è sempre un predestinato lì ad attendere. E può essere trovato in qualsiasi momento. È necessario essere aperto a questa possibilità e poi spalancarsi alla sua grandezza di suggestione. Il mondo è improvvisamente aperto. Hai letto per incendiare il tuo cuore. Hai letto per aprire la tua mente. Hai letto perché sei l’idiota più coraggioso in giro e sei disposto a partire per un’avventura nella gioia della confusione.

Sai quando un libro funziona. Dagli tempo. Ma arriva anche un momento in cui lo si butta via. La vita è troppo breve per bere vino cattivo, ma è ancora più breve quando si tratta di libri cattivi. Quindi preparati a buttare via quel libro, ma solo dopo avergli dato una buona possibilità. E se ti confonde mentre ti emoziona, vai avanti, vai oltre, continua. Questo è un buon segno. Un buon libro cambierà il tuo mondo. Trasformerà la tua stessa scrittura dall’interno.

Gli scrittori di prosa dovrebbero leggere i poeti. I poeti dovrebbero leggere i romanzieri. Gli sceneggiatori dovrebbero leggere i filosofi. I giornalisti dovrebbero leggere gli scrittori di racconti. I filosofi dovrebbero leggere tutto. In realtà noi tutti dovremmo leggere tuttoNessuno ce la fa da solo. Ho sentito dire dai giovani scrittori che non hanno tempo di leggere (molto probabilmente perché hanno già perso troppo tempo parlando senza sapere cosa dire).

Ascolta, giovane scrittore, è ridicolo dire che non abbiamo il tempo di aprire un libro. È ridicolo dire che un libro è troppo lungo. È ridicolo non provare a fare il più duro lavoro disponibile. È il passato che modella il tuo futuro. È in ciò che leggi. Otteniamo la nostra voce da questi libri. Scopriamo maestri in questo modo e poi diamo forma alla nostra capacità imitando, ripetendo, viaggiando attraverso passaggi stretti verso il nostro canone. Ma se non leggi non saprai mai sostenere la tua scrittura. Allora vai. Lascia perdere questo maledetto blog. Trova un angolo. Apri un libro. Leggi la cosa più difficile possibile. Flannery O’Connor dice che ci raccontiamo storie per vivere. Così , vivi tante vite quante puoi. Vivi sfacciatamente negli altri. E leggi oltre quelle vite, ancora una volta.

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