I LIBRI PER BAMBINI CHE CI FANNO ANCORA PIANGERE UN PO’
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17 giugno 2016

Ci sono libri che abbiamo letto da bambini che ancora sono capaci di farci versare qualche lacrima. Non tutti, chiaro, di alcuni si serba solo il ricordo della malinconia che hanno portato, ma ci sono eccezioni. Ce lo siamo chiesti, qui al Circolo dei lettori, e dal rapido sondaggio fatto tra noi, abbiamo scoperto che a farci piangere ancora sono di certo Il coniglietto di velluto e Il principe felice. Eh, sì. Ma anche La storia infinita, specialmente quando il cavallo di Atreyu, Artax, muore nella Palude della Tristezza.


Il coniglietto di velluto è un libro del 1922. Magari l’hai letto anche tu, a casa con la scarlattina.
Il coniglietto è un giocattolo di poco valore, il bambino del libro lo trova nella calza di Natale. Ma è un giocattolo speciale e la sua storia ha portato tutti noi, piccoli lettori, a chiederci, forse per la prima volta, Chi sono? Valgo qualcosa? Chi diventerò? C’è una frase in particolare, nel libro, la pronuncia il Cavallino di cuoio, si rivolge al Coniglietto, subito trascurato dal suo proprietario:  “Il tuo essere vero non dipende da come sei fatto… è qualcosa che ti succede. Quando un bambino ti vuol bene per molto, molto tempo e tu sei per lui non solo qualcosa con cui giocare, ma qualcuno a cui volere VERAMENTE bene, allora diventi Vero”.


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Oscar Wilde scrive Il principe felice per i suoi figli, intorno al 1888. E quant’è commovente, ancora oggi, a ripensarci?
La storia della rondinella che si attarda in città perché innamorata di un giunco, che poi si scopre egoista. Il principe che tutti chiamano felice, è invece una statua triste, sebbene ricoperta d’oro e pietre preziose. E quando si priva dei suoi occhi di zaffiro per farli recapitare a un giovane che ha freddo e fame? E la descrizione della miseria della città fatta dalla rondine?

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Per quanto riguarda La storia infinita è meglio non ripensarci troppo, al cavallo Artax.


Altri 5 titoli che ci sono venuti in mente, quali sono i tuoi? 

1. Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson (1976).

2. La tela di Carlotta di E. B. White (1952).

3. Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi (1881).


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4. Il richiamo della foresta di Jack London (1903).


5. L’albero di Shel Silverstein (1964) – questo libro è arrivato in Italia solo nel 2000, non l’abbiamo letto da bambini bensì da adulti. Ed è struggente. Controverso e potente: un albero e un bambino si incontrano, è subito vera amicizia. “C’era una volta un albero che amava un bambino. Ogni giorno il bambino arrivava e raccoglieva le sue foglie che intrecciava in corone per giocare al re della foresta.” Il bambino ama stare in compagnia dell’albero, arrampicarsi, dondolarsi, mangia le mele e gioca a nascondino, si riposa sotto le sue fronde. Però succede qualcosa, e questo qualcosa è introdotto da un “ma”: Ma il tempo passò. Per sapere come finisce la storia c’è il cortometraggio del 1973, la voce narrante è quella di Shel Silverstein.



 

 

 

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