LA RICETTA DI FRIDA KAHLO PER I COLORI
06 maggio 2016

Un’artista come Frida Kahlo è immagini e parole, pensieri, poesie e sogni.
Nella sua autobiografia, Il diario di Frida Kahlo. Un autoritratto intimo (Mondadori Electa) racconta gli ultimi burrascosi dieci anni della sua vita, dal 1944 al 1954. Nascosto per mezzo secolo il diario di Frida è una testimonianza fondamentale per capire questa straordinaria artista, vero e proprio modello per le donne: come affrontò il tragico incidente dei suoi 18, come rimase se stessa nella tumultuosa relazione con Diego Rivera, di cui vi abbiamo parlato. Scriveva a mano e disegnava con gli acquarelli soprattutto autoritratti. Quest’opera non era destinata al pubblico, la scrittura è la più intima e privata.


Una delle cose che si scoprono, tra i segreti di Frida, è la sua ricetta per creare i colori che la contraddistinguono. L’artista era fedele all’artigianato e alla tradizione dei nativi messicani, la sua mente era curiosa e nel lavoro, Frida, era assai metodica.

Il diario, tra le lettere d’amore a Diego Rivera e le sue riflessioni toccanti sul dolore degli esseri umani, nasconde anche la formula della pittura di Frida, composta da una resina raccolta dagli alberi, il cui pigmento era da aggiungere al prodotto finale.

Gli ingredienti di Frida Kahlo:

tuorlo d’uovo
olio di lino crudo 
gomma mescolata a trementina
acqua
il pigmento degli alberi 

Ci volevano dagli otto ai dieci giorni per avere pronto il composto. Nell’emulsione ottenuta macinava i colori, se voleva la vernice più lucida doveva aumentare il pigmento degli alberi, se la voleva opaca, aggiungeva dell’acqua. Con i suoi colori, creati con la ricetta esclusiva di sua invenzione, Frida dipinse i suoi quadri più famosi come Le due Frida (1939) e Autoritratto con collana di spine e colibrì (1940).



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