LA POESIA FA DIVENTARE IL MONDO PIÙ GRANDE
21 marzo 2016
Questo è il tempo della risposta immediata e dell’emergenza. Riceviamo risposte continue, in forma di consigli per gli acquisti, a domande che non abbiamo mai fatto. E poi però abbiamo domande dentro molto più grandi, che premono per uscire, e quasi ci soffocano. Ecco, la poesia si occupa di quelle domande. Se ne prende cura, le fa correre tra gli uomini.

Da queste parole di Andrea Bajani prende il via il reading al Circolo dei lettori, martedì 22 marzo ore 21, una serata dedicata alla poesia, che si prende cura delle nostre domande senza fornire immediate risposte, ma facendo diventare i nostri stessi pensieri più grandi. Protagonisti sono i versi di poeti noti e meno noti, da Fernando Pessoa a Marina Cvetaeva, da Giorgio Caproni a Anna Achmatova. Vi riportiamo due poesie, come assaggio. La prima di Nina Cassian (da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, trad. Anna Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica) e la seconda di Zbigniew Herbert (da Rapporto dalla città assediata, Adelphi, traduzione di Pietro Marchesani).


Nina Cassian
La tentazione 

Più vivo di così non sarai mai, te lo prometto.
Per la prima volta vedrai i pori schiudersi
come musi di pesce e potrai ascoltare
il mormorio del sangue nelle gallerie
e sentire la luce scivolarti sulle cornee
come lo strascico di un abito; per la prima volta
avvertirai la gravità pungerti
come una spina nel calcagno
e per l’imperativo delle ali avrai male alle scapole.
Ti prometto di renderti talmente vivo che
la polvere ti assorderà cadendo sopra i mobili,
che le sopracciglia diventeranno due ferite fresche
e ti parrà che i tuoi ricordi inizino
con la creazione del mondo.

Zbigniew Herbert
La casa


La casa sulle stagioni dell’anno
la casa di bimbi animali e mele
riquadro di spazio vuoto
sotto una stella assente

la casa era il cannocchiale dell’infanzia
la casa era l’epidermide della commozione
la guancia della sorella
il ramo dell’albero

la guancia l’ha soffiata via la fiamma
il ramo l’ha cancellato un proiettile
sulla cenere friabile del nido
la canzone dei fanti senza tetto

la casa è il cubo dell’infanzia
la casa è il dado della commozione

l’ala della sorella arsa
la foglia dell’albero morto

Per approfondire l’opera di Nina Cassian, poetessa romena, c’è questo articolo di Raoul Bruni, pubblicato su Alias e ripreso dal blog culturale minima et moralia. La prima poesia di Cassian apre sul sul giornale România liberă nel 1945, poi il volume La scară 1/1. Ha vissuto a New York fino alla morte, avvenuta nel 2014.

Zbigniew Herbert è stato poeta e drammaturgo polacco di origini inglesi, morto a Varsavia nel 1998. Per approfondire, questo articolo su The Poetry Foundation. Di lui scrive Brodskij: È un poeta di straordinaria economia. Nei suoi versi non c’è niente di retorico o di esortativo, il loro tessuto è quanto mai funzionale: è brusco piuttosto che “ricco”. 


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