QUANDO I LIBRI PARLANO DI LIBRI. 3 ESEMPI E QUALCHE FILM
topo circolo
12 dicembre 2015

Capita che leggiamo storie in cui il protagonista non è un uomo né una donna –  un tipo sfortunato in amore o alle prese con i più grandi dilemmi esistenziali, o una ragazza che ricorda la sua infanzia, vive dei traumi, risolve trovando l’amore o non risolve proprio niente –  il protagonista di questi romanzi è un libro. Può essere l’oggetto di una ricerca complicata e diabolica, come nel film La nona porta di Polanski, o la causa di una serie di omicidi e suicidi macchiati d’inchiostro, come in Il nome della rosa di Umberto Eco che è diventato anche un film con Sean Connery, o Neverland – Un sogno per la vita, che racconta di J.M. Barrie, l’autore di Peter Pan.

E nei libri è piacevole e interessante quando si tratta di leggere delle peripezie di un libro, che può essere trovato in cantina e contenere molti segreti, come la scatola di Jumanji e allora da libro così possono anche uscire scimmie impazzite, ragni enormi, rinoceronti furiosi e un Robin Williams vestito da selvaggio.

 

 

I tre libri che parlano di libri, scegli poi voi tra i tantissimi, sono questi:

1. Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra di Roald Dahl

Un po’ difficile tra trovare, questo libro è composto di due racconti. Il primo parla di un truffatore che usa come copertura un negozio di libri antichi, e fa morir dal ridere. Perché Roald Dahl è famoso sì per il GGG e Le Streghe e Gli Sporcelli e altri indimenticabili libri per bambini, ma è stato anche sceneggiatore di Alfred Hitchcock Presents, la serie del regista di Psycho per la tv. Il secondo racconto è una sorta di distopia: c’è un computer in grado di scrivere romanzi da solo, un pizzico di romance, un po’ di lacrime, l’happy ending, e Lo scrittore automatico fa tutto da sé. E così tutti i letterati viventi sono sostituiti da una macchina! Geniale. 

2. Libri da ardere di Amélie Nothomb

Fuori c’è la guerra, dentro casa ci sono la giovane studentessa Marina, il suo vecchio professore e l’assistente di quest’ultimo. Fa davvero molto freddo, la legna è finita. Non resta che fare una cosa terribile: bruciare i libri! Ma è anche divertente, perché di ogni testo prossimo alle fiamme si fa una disamina critica molto precisa, per valutarne lo spessore letterario. Questo è un testo teatrale, che non contiene – se non velatamente – elementi biografici, cifra stilistica di Amélie Nothomb. Un estratto:

IL PROFESSORE. Lo so, Marina. Non ho più niente da ardere.
MARINA (guardando la libreria). E quelli?
IL PROFESSORE. Gli scaffali? Sono di metallo.
MARINA. No, i libri.
Silenzio imbarazzato.
DANIEL. Non è roba da ardere, Marina.

3. Firmino di Sam Savage

Alla sua uscita, nel 2010, Firmino era dappertutto, un po’ come il topo di Ratatouille. Ma Firmino non vive a Parigi, vive in una Boston molto fredda e inospitale. Questo topo nasce tra i libri, perché la carta è buona da mangiare e riscalda anche. Ma nascere tra i libri e aver solo quelli come interlocutori comporta un rischio, vivere nella fantasia. Infatti la realtà è molto più crudele e da incubo.


Questa è una canzone di Bruce Springsteen che si ispira a Furore di John Steinbeck.

 

Il Blog  del Circolo